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L'inceneritore di rifiuti con recupero energetico di Acerra (Na)

In questa sezione del sito sono riportati  i controlli effettuati da ARPAC sia sull'inceneritore di rifiuti con recupero energetico (compreso l’area sull'area sulla quale si trova lo stesso impianto ovvero l’area di sedime) sia sul territorio acerrano limitrofo all'impianto stesso.

Inaugurato formalmente con una cerimonia solenne il 26 marzo 2009, l’impianto ha iniziato a funzionare con la prima linea il 18 marzo 2009 e con le altre due linee rispettivamente nei giorni 2 e 8 maggio 2009. L’inceneritore di Acerra, entrato a regime il 14 settembre 2009, è un impianto di smaltimento rifiuti basato su un processo di combustione ad alta temperatura compresa tra 850°C e 1050°C; il calore sviluppato durante la combustione dei rifiuti è recuperato e utilizzato per produrre vapore che attiva una turbina consentendo la produzione di energia elettrica.

Rispetto all’inceneritore di Brescia, (gestito sempre dalla società A2A)  spesso citato come modello di riferimento per questa tipologia di impianti, occorre evidenziare due peculiari differenze. Il primo è in grado di recuperare l’energia termica prodotta mediante il teleriscaldamento; il secondo non recupera l’energia termica ma dispone di sistemi di abbattimento delle polveri e dei microinquinanti basati rispettivamente su un doppio sistema di filtrazione polveri e su un sistema SCR Denox. Leggi tutto

L’inceneritore di rifiuti con recupero energetico di Acerra (NA) è l’unico impianto in esercizio in Regione Campania in grado di smaltire rifiuti urbani che vengono pretrattati negli impianti STIR regionali (Stabilimenti di Tritovagliatura e Imballaggio Rifiuti)generando energia elettrica dalla combustione degli stessi.  E’ un impianto strategico per il ciclo integrato dei rifiuti della regione Campania e lo si è visto sul finire dell’estate del 2019 quando il suo fermo tecnico durato poco più di un mese, per manutenzione della turbina, ha reso necessari sforzi significativi da parte delle istituzioni al fine di evitare una nuova emergenza rifiuti.

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Attività e Risultati

1. Premessa

Inaugurato formalmente con una cerimonia solenne il 26 marzo 2009, l’impianto ha iniziato a funzionare con la prima linea il 18 marzo 2009 e con le altre due linee rispettivamente nei giorni 2 e 8 maggio 2009. L’inceneritore di Acerra, entrato a regime il 14 settembre 2009, è un impianto di smaltimento rifiuti basato su un processo di combustione ad alta temperatura compresa tra 850°C e 1050°C; il calore sviluppato durante la combustione dei rifiuti è recuperato e utilizzato per produrre vapore che attiva una turbina consentendo la produzione di energia elettrica. Rispetto all’inceneritore di Brescia, spesso citato come modello di riferimento per questa tipologia di impianti, occorre evidenziare due peculiari differenze. Il primo è in grado di recuperare l’energia termica prodotta mediante il teleriscaldamento; il secondo non recupera l’energia termica ma dispone di sistemi di abbattimento delle polveri e dei microinquinanti basati rispettivamente su un doppio sistema di filtrazione polveri e su un sistema SCR Denox. L’inceneritore di rifiuti con recupero energetico di Acerra (NA) è l’unico impianto in esercizio in Regione Campania in grado di smaltire rifiuti urbani che vengono pretrattati negli impianti STIR regionali (Stabilimenti di Tritovagliatura e Imballaggio Rifiuti) generando energia elettrica dalla combustione degli stessi. E’ un impianto strategico per il ciclo integrato dei rifiuti della regione Campania e lo si è visto sul finire dell’estate del 2019 quando il suo fermo tecnico durato poco più di un mese, per manutenzione della turbina, ha reso necessari sforzi significativi da parte delle istituzioni al fine di evitare una nuova emergenza rifiuti.

2. Ubicazione dell'impianto

L’impianto di incenerimento dei rifiuti con recupero di energia è ubicato in località Pantano nel comune di Acerra, in provincia di Napoli. L’area sulla quale si trova è circondata da campagne con case sparse è dista circa 4 km dal centro abitato di Acerra come si evince dall’immagine successiva (foto n.1). Cliccando sull’immagine è possibile scaricare un file con estensione kmz visualizzabile dagli utenti interessati grazie al programma Google Earth, con il quale è possibile visualizzare sul pc o cellulare l’esatta ubicazione dell’impianto e del contesto territoriale nel quale risulta collocato.

 

Nel corso degli anni la costruzione dell’impianto ha determinato il radicale cambiamento del sito e del contorno dell’area sulla quale insiste. Di seguito si riportano in sequenza, dal 2002 al 2019 (foto n. 2, n.3,n.4,n.5, n.6) una serie di immagini estrapolate da Google Earth che evidenziano sia l’esatta ubicazione dell’impianto sia come nel tempo l’area abbia subito le modifiche dovute alla costruzione dell’impianto.

 

3. Autorizzazione all'esercizio

L'impianto di incenerimento dei rifiuti con recupero di energia di Acerra è gestito dalla società per azioni A2A Ambiente, società incorporante la Partenope Ambiente spa, ed è stato autorizzato all'esercizio con A.I.A. ex art. 5 Decreto Legge n. 90 del 23 maggio 2008 e successiva legge di conversione n.123 del 14.07.08.

Successivamente con provvedimento O.P.C.M. n. 44 del 26.02.2009 è stata disposta l'adozione del documento "Contenuti e modalità dell’Autorizzazione Integrata Ambientale" (A.I.A.) e del relativo "Piano di monitoraggio e controllo. Nel 2014 la stessa AIA è stata rinnovata dalla Regione Campania con Decreto Dirigenziale del Dip. 52 - DG05 - UOD 17 n. 1653 del 01/12/2014, pubblicato sul BURC n. 83 del 09/12/2014. In data 21/10/2016 con Decreto Dirigenziale della Giunta Regionale della Campania n. 145 è stata autorizzata una modifica non sostanziale della stessa AIA e ancora in data 28/05/2018 la Giunta Regionale della Campania con protocollo 340282 ha preso atto di una modifica non sostanziale soggetta a sola comunicazione per revisione del manuale di gestione del Sistema di Monitoraggio in continuo delle Emissioni in Atmosfera. L’impianto non è classificato come impianto a Rischio Incidente Rilevante (RIR) in quanto non assoggettato agli obblighi del Dlgs 105/2015 non essendo incluso nell’inventario nazionale degli stabilimenti a rischio di incidente rilevante aggiornato semestralmente dal MATTM.

 

4. Termovalorizzatore o Inceneritore? Il funzionamento dell’impianto in breve

Il termine “termovalorizzatore” che spesso viene utilizzato per identificarlo, seppur di uso comune, non risulta particolarmente appropriato in quanto la funzione principale dell’impianto è lo smaltimento di rifiuti non riciclabili, che vengono pretrattati negli impianti STIR regionali (Stabilimenti di Tritovagliatura e Imballaggio Rifiuti) attraverso la combustione dei rifiuti stessi associata alla produzione di energia. In ogni caso il termine “termovalorizzatore”, non viene mai utilizzato nella normativa europea e italiana di riferimento, nella quale si parla sempre e solo di “inceneritori” con o senza recupero energetico. L’impianto è costituito da tre linee indipendenti di combustione e depurazione fumi, operanti in parallelo, da una sezione comune di produzione energia elettrica, nonché dai sottosistemi funzionali al processo, distinto nelle sue fasi principali (combustione, generazione di energia elettrica, depurazione fumi). L’incenerimento di rifiuti urbani in un moderno sistema integrato forno/caldaia genera diversi flussi di materia: energia termica sotto forma di vapore, scorie e ceneri grossolane di griglia, fumi di combustione, acque di scarico. Tra questi, i fumi di combustione danno luogo a emissioni atmosferiche che costituiscono le implicazioni ambientali più significative del processo, dato che per effetto dei fenomeni di fall-out (ricaduta al suolo delle particelle più pesanti) e diwash out (trascinamento al suolo delle particelle più leggere per effetto del dilavamento delle piogge) vengono coinvolte tutte le matrici ambientali. Nelle emissioni in atmosfera dal camino possiamo distinguere macroinquinanti e microinquinanti. I macroinquinanti, presenti in concentrazioni rilevanti, comprendono materiale particolato dato dal PM10 e particellare fine dato dal PM2,5 e PM1 che, essendo respirabili e avendo una grossa tendenza ad assorbire metalli pesanti come rame, mercurio, arsenico, cadmio, cromo, piombo, potrebbero risultare particolarmente pericolosi. I microinquinanti comprendono inoltre gas acidi e ossidi di zolfo, ossidi di azoto, monossido di carbonio, sostanze organiche volatili. I microinquinanti, potenzialmente altrettanto pericolosi pur presenti in concentrazioni molto basse, possono essere di natura inorganica (essenzialmente metalli pesanti), o di natura organica, costituiti da una vasta gamma di specie chimiche quali i policlorobifenili (PCB) gli idrocarburi aromatici (benzene, toluene, xilene), gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) i e i composti organici del cloro (quali diossine e furani). In pratica dalla combustione dei rifiuti si possono produrre fumi contenenti numerosi inquinanti, che essendo comunque riconducibili a un numero limitato di “famiglie”, vanno opportunamente trattati in una linea costituita da diversi dispositivi di abbattimento in serie, ciascuno dei quali è in grado di operare una riduzione consistente della concentrazione delle sostanze emesse. La linea di trattamento fumi dell’inceneritore di Acerra è stata nel 2005 modificata significativamente rispetto all’originaria configurazione, che risulta essere ancora in uso in diversi inceneritori. Ad Acerra, invece, grazie ad alcune modifiche sono stati installati un secondo stadio di adsorbimento e di filtrazione capace di limitare le emissioni di particolato e di conseguenza anche delle sostanze da questo assorbite, e un sistema catalizzatore in grado di operare una riduzione più efficace non solo degli ossidi di azoto ma anche delle diossine e furani. Nei fumi inoltre vengono iniettati a più riprese, per “trattenere” gli inquinanti, diversi reagenti le cui quantità e concentrazioni sono determinate, in modo automatico e con tempi di risposta rapidissimi, sulla base delle analisi in continuo effettuate sui fumi, cosiddetti grezzi, prima del loro ingresso alla linea di trattamento. Ad oggi, ciascuna delle tre linee di combustione di Acerra funziona con una linea di trattamento fumi così costituita: un reattore di assorbimento a semisecco, per la neutralizzazione dei gas acidi mediante latte di calce; un dispositivo di iniezione di carbone e calce in polvere, reagenti con elevata superficie specifica che facilitano l’adsorbimento delle sostanze inquinanti; un primo filtro a maniche per la depolverazione del flusso; un secondo dispositivo iniezione di reagenti con elevata superficie specifica; un secondo filtro a maniche per la depolverazione del flusso; un dispositivo per la conversione catalitica degli ossidi di azoto ubicato prima del ventilatore e del camino di espulsione. Di seguito nella pagina successiva è possibile effettuare un confronto tra lo schema a blocchi del funzionamento dell’impianto (disegno n.1) e l’impianto stesso (foto n.7).

5. Rifiuti bruciati ed energia prodotta

Presso l’Inceneritore di Acerra a partire dal 2009 e fino al 2020 (dato periodicamente oggetto di aggiornamento), dall’analisi dei dati disponibili, forniti dalla Sezione Regionale del Catasto Rifiuti dell’ARPAC, sulla base dell’analisi dei dati provenienti sia dai Modelli Unici di Dichiarazione (MUD) sia dall’Osservatorio Rifiuti SOvraregionale (ORSO), si evince come, in circa 11 anni di attività l’impianto ha bruciato quasi 8 milioni di tonnellate di rifiuti, producendo poco più di 7 milioni di MW/h di energia elettrica. Questo è avvenuto con un rapporto tra energia prodotta (MWh) e rifiuti combusti (Tonnellate) quasi costantemente superiore a 0,90 (con una media di 0,95) e molto prossimo all’unità in termini di recupero energetico. A titolo semplificativo basti pensare che per produrre 1 Kw/h di energia elettrica è stato necessario bruciare mediamente circa 1 Kg di rifiuti. Di seguito nei grafici n.1 e n.2 sono evidenziati chiaramente tali dati.

6. Tipologia dei controlli

I controlli di ARPAC sono stati avviati a partire dall’anno 2009 e proseguono tutt’oggi secondo quanto previsto dall’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) a cui l’impianto è assoggettato. Per talune matrici ambientali, come rifiuti e acque sotterranee, nei primi anni di attività, l’Agenzia ha intensificato la frequenza dei controlli di propria competenza mentre per altre, come le emissioni in atmosfera, ha attuato dei controlli particolari come quello delle deposizioni atmosferiche mediante deposimetri, non previsti dall’AIA, ma importanti per raccogliere un maggior numero di informazioni ambientali sull’area dove è ubicato l’impianto e sulle aree limitrofe. Il rafforzamento dei controlli da parte dell’Agenzia è stato eseguito soprattutto nei primi mesi di avviamento dell’inceneritore ovvero da marzo a dicembre 2009, mesi considerati più critici trattandosi appunto di una fase quale quella di avviamento durante la quale frequentemente risulta necessario mettere a punto strumentazioni e procedure.
A regime, invece, le attività a carico di ARPAC sono state quelle previste dalla normativa vigente e dal già citato Piano di Monitoraggio e Controllo allegato all’AIA, approvato dall’autorità competente. Per i compiti attribuiti all’Agenzia con Ordinanza 3745/2009 e, più in generale, per i compiti istituzionali di monitoraggio e controllo del territorio interessato dalla presenza dell’impianto, sono state coinvolte, e lo sono tutt’oggi, diverse strutture dell’Agenzia ed in particolare per la parte ispettiva ed analitica il Dipartimento Provinciale di Napoli, il Dipartimento Provinciale di Caserta, l’U.O.C. Siti Contaminati e Bonifiche di Pozzuoli mentre per la sistematizzazione dei dati analitici, la rappresentazione grafico-temporale degli stessi finalizzata d una visione d’insieme, la UO RIUS e la stessa Direzione Tecnica.
Al fine di rendere maggiormente incisiva l’attività di prevenzione e controllo, nel 2015 è stato sottoscritto anche un protocollo d’intesa tra ARPAC e Procura della Repubblica di Nola, a seguito del quale tutte le attività di controllo effettuate dall’Agenzia, attraverso il Dipartimento Provinciale ARPAC di Napoli, competente per territorio, comprese le ispezioni finalizzate alla verifica degli autocontrolli dell’impianto, sono state trasmesse prontamente alla stessa Procura della Repubblica presso il tribunale di Nola. Dal 2017 a seguito del rinnovo dell'Autorizzazione Integrata Ambientale, rilasciata dalla Regione Campania con Decreto di Giunta n. 1653/2014 alla Società A2A Ambiente S.p.A. di Brescia, i controlli sono proseguiti secondo quanto previsto dalla stessa AIA. In presenza di tale situazione il Dipartimento ARPAC di Napoli esegue i controlli ai sensi del D.lgs. n.152/06 art.29 decies, ovvero controlla il rispetto delle condizioni dell'autorizzazione integrata ambientale oltre alla verifica del Piano di Monitoraggio e Controllo che il gestore è tenuto a trasmettere semestralmente alle autorità competenti.

6.1 Le matrici controllate: acque superficiali

L’ARPAC in data 15.01.09, quindi 2 mesi prima dell’entrata in esercizio dell’inceneritore e in particolare dell’impianto di Trattamento Acque Reflue (TAR), ha proceduto ad effettuare un’analisi conoscitiva (ex ante) delle acque del canale Venti Palmi, ovvero di quel canale che rappresenta il corpo idrico recettore dei reflui depurati dell’impianto. In tale data furono prelevati campioni di acque superficiali, a monte e a valle del punto di scarico delle acque reflue dell’inceneritore, che furono sottoposti ad analisi conoscitive complete (chimico-fisiche, microbiologiche, tossicologiche, fibre di amianto, fitofarmaci e diossine). Si precisa che il monitoraggio del canale in questione non è stato mai contemplato nel Piano di Monitoraggio e Controllo allegato all’AIA, ma ha costituito un’attività supplementare che ARPAC ha voluto fortemente eseguire allo scopo di avere un “bianco ambientale” confrontabile in futuro con eventuali altre analisi. Di seguito cliccando sui file corrispondenti è possibile scaricare i risultati.

INC_ACERRA_TAB_1A_SUPERFICIALI_15_01_09

INC_ACERRA_TAB_1B_SUPERFICIALI_15_01_09

6.2 Le matrici controllate: acque sotterranee

Quasi contestualmente sono iniziati anche i campionamenti delle acque sotterranee per la verifica di eventuali infiltrazioni di contaminanti prodotti dall’inceneritore nel sottosuolo dell’area che ospita l’impianto (area di sedime). Sono state effettuate attività di monitoraggio delle acque sotterranee, da prelevare periodicamente in quattro stazioni piezometriche appositamente realizzate. In questa ottica l’ARPAC. ha inteso integrare le attività a carico del Gestore dell’inceneritore, con proprie iniziative di monitoraggio delle acque sotterranee circolanti nell’aria di sedime e, al fine di contribuire ad una migliore comprensione delle problematiche connesse alla tutela, ha ritenuto opportuno descrivere brevi inquadramenti geologici come di seguito riportati. Si premette che complessivamente le isopiezometriche sul territorio comunale mostrano un deflusso generale della falda che si sviluppa in direzione NNE - SSO, rispettando lo schema idrogeologico generale della Piana Campana (Disegno n.2).

 

Per il monitoraggio delle acque sotterranee sono state realizzate nell’area dell’impianto, in corrispondenza circa dei vertici del lotto, quattro stazioni piezometriche (foto n.8 cartina con ubicazione delle stazioni piezometriche), ciascuna delle quali è stata dotata di due piezometri. Nell’ambito della stessa stazione piezometrica i piezometri sono attestati a profondità diverse (Tabella n.2), corrispondenti alle profondità delle due falde, più superficiale e più profonda, riscontrate nella zona. Sulla base dello schema di circolazione idrica sotterranea, infine, è possibile definire la posizione dei piezometri rispetto al deflusso della falda, salvo ulteriore verifica della circolazione idrica sotterranea locale.

 

Tra il 2009 e il 2014 sono state effettuate da ARPAC n.13 campagne di monitoraggio durante le quali è stato possibile osservare dei dati analitici che hanno evidenziato a monte e a valle statici superamenti dei valori per i parametri manganese e solfati, verosimilmente da mettersi in relazione alla litologia del suolo. Inoltre sono stati riscontrati, in un numero limitato di casi, superamenti dei valori limite per il Ferro e l’Arsenico, anche in questo caso sia a monte che a valle. Infine si segnala che più a monte che a valle, ed in modo sporadico ed occasionale, sono stati superati i limiti di alcuni parametri come fluoruri, idrocarburi, alluminio, selenio, nitriti, i cui valori nelle verifiche successive sono sempre risultati conformi.
Di seguito cliccando sui vari file è possibile verificare tutti i risultati; in particolare sono riportati nelle tabelle tutti i valori dei parametri analizzati, mentre nei grafici sono stati riportati gli andamenti, nel tempo, di quei parametri utili per la valutazione dello stato chimico dei corpi idrici sotterranei.

INC_ACERRA_GRAF_1_SOTT_ARSENICO_05_03_14
INC_ACERRA_GRAF_2_SOTT_ARSENICO_05_03_14
INC_ACERRA_GRAF_3_SOTT_CLORURI_05_03_14
INC_ACERRA_GRAF_4_SOTT_CLORURI_05_03_14
INC_ACERRA_GRAF_5_SOTT_CONDUCIB_05_03_14
INC_ACERRA_GRAF_6_SOTT_CONDUCIB_05_03_14
INC_ACERRA_GRAF_7_SOTT_FERRO_05_03_14
INC_ACERRA_GRAF_9_SOTT_IONE_AMM_05_03_14
INC_ACERRA_GRAF_10_SOTT_IONE_AMM_05_03_14
INC_ACERRA_GRAF_11_SOTT_NITRITI_05_03_14
INC_ACERRA_GRAF_12_SOTT_NITRITI_05_03_14
INC_ACERRA_GRAF_13_SOTT_MANGANESE_05_03_14
INC_ACERRA_GRAF_14_SOTT_MANGANESE_05_03_14
INC_ACERRA_GRAF_15_SOTT_SOLFATI_05_03_14
INC_ACERRA_GRAF_16_SOTT_SOLFATI_05_03_14
INC_ACERRA_GRAF_17_SOTT_PH_05_03_14
INC_ACERRA_GRAF_18_SOTT_PH_05_03_14
INC_ACERRA_GRAF_19_SOTT_T°C_05_03_14
INC_ACERRA_GRAF_20_SOTT_T°C_05_03_14
INC_ACERRA_TAB_3A_SOTT_POZZO_1_26_02_14
INC_ACERRA_TAB_3B_SOTT_POZZO_ 2_26_02_14
INC_ACERRA_TAB_3C_SOTT_POZZO_3_26_02_14
INC_ACERRA_TAB_3D_SOTT_POZZO_4_26_02_14
INC_ACERRA_TAB_3E_SOTT_POZZO_ 5_19_02_14
INC_ACERRA_TAB_3F_SOTT_POZZO_ 6_19_02_14
INC_ACERRA_TAB_3G_SOTT_POZZO_7_05_03_14
INC_ACERRA_TAB_3H_SOTT_POZZO_8_05_03_14
INC_ACERRA_TAB_4A_SOTT_POZZO_1_26_02_14
INC_ACERRA_TAB_4B_SOTT_POZZO_2_26_02_14
INC_ACERRA_TAB_4C_SOTT_POZZO_3_26_02_14
INC_ACERRA_TAB_4D_SOTT_POZZO_4_26_02_14
INC_ACERRA_TAB_4E_SOTT_POZZO_5_19_02_14
INC_ACERRA_TAB_4F_SOTT_POZZO_6_19_02_14
INC_ACERRA_TAB_4G_SOTT_POZZO_ 7_05_03_14
INC_ACERRA_TAB_4H_SOTT_POZZO_8_05_03_14

 

6.3 Le matrici controllate: inquinamento elettromagnetico

Con riferimento all’inquinamento elettromagnetico, poco dopo l’avviamento dell’impianto nel 2009 sono stati eseguiti campionamenti in n.9 punti lungo il tracciato del cavidotto (Foto n.9) dall'interno dell'impianto fino alla stazione ENEL, non riscontrando in nessuno dei punti superamenti dei limiti previsti dalle normative vigenti.

Di seguito cliccando sui due file è possibile scaricare cartina e valori riscontrati.

INC_ACERRA_CARTINA_2_CAVIDOTTO_15_07_09
INC_ACERRA_TAB_7_ELETTROMAGNETISMO_15_07_09
 

6.4 Le matrici controllate: acque reflue

Con riferimento ai controlli effettuati sui reflui prodotti dall’impianto (n.4 nel 2009 ad inizio attività) complessivamente fino al 2019 (ultimo controllo AIA eseguito) sono state eseguite n.14 campagne di monitoraggio quasi esclusivamente sui pozzetti identificati con la sigla S2 (uscita TAR) ed S3 (immissione corpo idrico superficiale); solo nel 2017 e nel 2019 è stato campionato anche il refluo del pozzetto S1 (impianto DEMI) . Per i pozzetti S1 e S2 sono previsti limiti da AIA mentre per il pozzetto S3 i limiti previsti sono ovviamente quelli del Dlgs 152/06. Le analisi eseguite hanno consentito di evidenziare n.3 superamenti puntiformi sul pozzetto S3 dei limiti in data 20.07.09 (azoto nitroso), 24.09.09 (saggio Daphnia magna) e 13.09.11 (cloruri); nel corso delle verifiche successive tutti i valori sono risultati sempre conformi. Di seguito cliccando sui file è possibile scaricare i valori riscontrati fino al 2014; successivamente tali controlli sono confluiti nella verifica AIA e come tale sono stati oggetto di verifica e di giudizio nell’ambito del procedimento generale.

INC_ACERRA_TAB_2A_ REFLUE_S2_19_02_14
INC_ACERRA_TAB_2B_REFLUE_S3_19_02_14

6.5 Le matrici controllate: rifiuti

Per ciò che riguarda i rifiuti in uscita dall’impianto, l’ARPAC è stata da sempre impegnata nel loro campionamento per verificarne le caratteristiche. Si tratta essenzialmente delle scorie prodotte dalla combustione dei rifiuti, delle polveri provenienti da filtri di abbattimento e dei fanghi da depurazione residuali dai processi di depurazione delle acque reflue. Nella fase di avvio l’Agenzia ha effettuato mediamente più di un campionamento all’anno, (n.6 nel primo anno d’attività) così come previsto da AIA. Il ruolo attribuito all’ente è stato quello di analizzare il rifiuto ai fini della classificazione della pericolosità o meno, essendo l’attribuzione del codice CER giuridicamente a carico del produttore. Nel periodo tra il 2009 e il 2019 sono state seguite n.16 campagne di campionamento per le scorie, n.15 per le polveri da filtri di abbattimento e n.7 per i fanghi dell’impianto di depurazione. Ad eccezione dei fanghi da depurazione delle acque reflue che sono sempre state classificate come rifiuto speciale non pericoloso, le scorie e il polverino sono state classificate sia come rifiuto speciale non pericoloso che pericoloso a causa della presenza fuori limite di piombo e zinco.
Di seguito cliccando sui file è possibile scaricare i valori riscontrati fino al 2015 (fanghi 2013); successivamente tali controlli sono confluiti nella verifica AIA e come tale sono stati oggetto di verifica e di giudizio nell’ambito del procedimento generale.

INC_ACERRA_TAB_5A_SCORIE_08_10_15
INC_ACERRA_TAB_5B_POLVERI_08_10_15
INC_ACERRA_TAB_5C_FANGHI_05_06_13
 

6.6 Le matrici controllate: emissioni in atmosfera

Con riferimento alle emissioni in atmosfera l’Agenzia dal 2010 al 2021 ha eseguito quasi annualmente misurazioni delle emissioni ai camini dell’inceneritore e non ha mai riscontrato valori eccedenti i limiti di legge. Di seguito cliccando sui file è possibile scaricare i valori riscontrati fino al 2021 che sono confluiti integralmente nella verifica AIA e come tale sono stati oggetto di verifica e di giudizio nell’ambito del procedimento generale.

INC_ACERRA_TAB_6A_EMISSIONI_LINEA_1_2010_04_11_10
INC_ACERRA_TAB_6B_EMISSIONI_LINEA_1_2_3_2011_25_11_11
INC_ACERRA_TAB_6C1_EMISSIONI_LINEA_1_2014_2015_14_05_15 
INC_ACERRA_TAB_6C2_EMISSIONI_LINEA_2_2014_2015_14_05_15 
INC_ACERRA_TAB_6C3_EMISSIONI_LINEA_3_2014_2015_14_05_15 
INC_ACERRA_TAB_6C4_EMISSIONI_LINEA_1_2_3_2015_2016_16_05_16 
INC_ACERRA_TAB_6C5_EMISSIONI_LINEA_2_2017_19_05_17 
INC_ACERRA_TAB_6C6_EMISSIONI_LINEA_1_2017_28_11_17 
INC_ACERRA_TAB_6C7_EMISSIONI_LINEA_2_2017_28_11_17 
INC_ACERRA_TAB_6C8_EMISSIONI_LINEA_3_2017_28_11_17
INC_ACERRA_TAB_6C9_EMISSIONI_LINEA_2_3_2018_19_12_18 
INC_ACERRA_TAB_6C10_EMISSIONI_LINEA_1_2019_31_05_19 
INC_ACERRA_TAB_6C11_EMISSIONI_LINEA_2_2019_31_05_19 
INC_ACERRA_TAB_6C12_EMISSIONI_LINEA_3_2019_31_05_19 
INC_ACERRA_TAB_6C13_EMISSIONI_LINEA_2_2019_17_10_19
INC_ACERRA_TAB_6C14_EMISSIONI_LINEA_1_2020_29_01_20 
INC_ACERRA_TAB_6C15_EMISSIONI_LINEA_1_2020_15_06_20 
INC_ACERRA_TAB_6C16_EMISSIONI_LINEA_2_2020_21_10_20 
INC_ACERRA_TAB_6C17_EMISSIONI_LINEA_3_2021_14_01_21

6.7 Le matrici controllate: inquinamento acustico

Con riferimento all’inquinamento acustico sono state eseguite n.4 campagne di monitoraggio nel 2009, 2014, 2017 e 2019. Nel 2009 la verifica ha riguardato il perimetro esterno all’impianto mentre negli anni successivi la verifica ha riguardato la misura delle emissioni rumorose all’interno del perimetro aziendale in un totale di n.7 punti distribuiti omogeneamente lungo il confine dello stabilimento. In nessuna delle campagne di monitoraggio (interno ed esterno impianto) sono stati superati i limiti previsti dal Piano di Zonizzazione del Comune di Acerra per gli orari in cui sono state effettuate le misurazioni.
Di seguito cliccando sui file è possibile scaricare i valori riscontrati nel 2009 e nel 2014. Successivamente anche questo controllo è confluito integralmente nella verifica AIA e come tale è stato oggetto di verifica e di giudizio nell’ambito del procedimento generale

INC_ACERRA_TAB_8_FONOMETRIA_ESTERNO_13-20_11_09 
INC_ACERRA_TAB_8_BIS_FONOMETRIA_INTERNO_07_04_14

 

7 Autorizzazione Integrata AIA

L'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) è un provvedimento che autorizza l´esercizio di un impianto o di parte di esso, a determinate condizioni al fine di uniformarsi ai principi della "Prevenzione e riduzione integrate dell'Inquinamento". Esso considera la prestazione globale dell'impianto nei confronti dell'ambiente (Integrated Pollution Prevention and Control - IPPC), come previsto dalla normativa europea. Le categorie di impianti soggetti al rilascio dell'AIA, definite nella normativa, appartengono a due categorie: regionali e nazionali. I criteri per l'assegnazione della categoria per ogni impianto sono quelli elencati dalla normativa vigente (Allegati VIII e XII alla Parte Seconda del D.Lgs.152/06 e ss.mm.ii.) . Aspetto fondamentale del decreto AIA è il Piano di monitoraggio e controllo. In esso vengono specificati i metodi e la frequenza di misurazione degli inquinanti, dei fondamentali parametri dei processi di produzione e dei sistemi di abbattimento, nonché la relativa metodologia di valutazione. In particolare viene stabilita la frequenza dei controlli che deve effettuare il gestore (autocontrolli) e di quelli che devono essere garantiti dall'autorità competente in materia. Nel Piano è specificato anche l'obbligo di comunicare all'autorità competente i dati necessari per verificare la conformità dell'impianto alle condizioni fissate dall'autorizzazione ambientale integrata. L’inceneritore di Acerra è assoggettato ad AIA regionale.
Nell’ambito degli ultimi tre controlli AIA eseguiti rispettivamente nel 2015, 2017 e nel 2019 le attività lunghe e complesse di verifica non si sono limitate solo alle matrici ambientali ma hanno riguardato anche verifiche documentali previste dalla stessa AIA. Nello specifico i controlli hanno riguardato i seguenti documenti e matrici ambientali:
1. Autorizzazione all’esercizio dell’impianto
2. Sistemi di gestione ambientale
3. Codici Attività IPPC svolte nel sito
4. Piano di Monitoraggio e Controllo (PMeC)
5. Aria - Emissioni in atmosfera
6. Aria - Sistema di Monitoraggio in continuo delle Emissione in atmosfera (SME)
7. Acque Reflue (Acque di Scarico)
8. Agenti fisici: Rumore (Inquinamento acustico)
9. Rifiuti

Nel 2015 il controllo ha restituito esiti di conformità per tutte le verifiche effettuate rispetto ai limiti AIA - OPCM n 44 del 26/02/09. La conclusione a cui ARPAC è pervenuta nel 2017 è stata la seguente: “Alla data della relazione di controllo AIA ovvero al 12 febbraio 2018, non sono state riscontrate violazioni del decreto autorizzativo ovvero dal decreto AIA n. 1653/2014 del 01/12/2014”. Conclusione simile è quella a cui ARPAC è pervenuta anche nel 2019 ovvero: “In esito alle attività di controllo ordinario a carico di ARPA Campania - Dipartimento di Napoli, in attuazione del Decreto Dirigenziale della Regione Campania n. 1653 del 1/12/2014 s.m.i. svolto ai sensi dell’articolo 29 decies comma 3 Dlgs 152/06 s.m.i. non sono state accertate, alla data della relazione finale (protocollo ARPAC 56683 del 27/09/2019) violazioni del decreto autorizzativo su indicato, pertanto sulla base delle sopra citate circostanze non sono previsti ulteriori accertamenti, e la relazione di cui al protocollo ARPAC 56683 del 27/09/2019 costituisce la relazione finale dell’attività ispettiva prodotta ai sensi dell’art. 29-decies, comma 3.”
Di seguito cliccando sui file è possibile scaricare il resoconto sintetico dei controlli AIA eseguiti nel 2017 e nel 2019.

INC_ACERRA_TAB_AIA_2017
INC_ACERRA_TAB_AIA_2019

 

8. Sistema di Monitoraggio continuo delle Emissioni (SME) 

Il sistema di monitoraggio in continuo delle emissioni (di seguito indicato come SME) è tecnicamente caratterizzato, in generale, da uno o più gruppi di campionamento dell’effluente gassoso al camino (sonda, linea di trasferimento, eventuale sistema di condizionamento e analizzatori), da un insieme di ulteriori sensori remoti (segnali di impianto e parametri caratteristici dei fumi), da un sistema dedicato all’acquisizione e salvataggio su file dei segnali di tali dispositivi e da un software di trattamento dei dati (validazione, elaborazione successive, archiviazione ed eventuale trasmissione degli stessi). L’installazione di un sistema SME consente di misurare in continuo (per i parametri ove questo sia tecnicamente possibile) i valori di concentrazione degli inquinanti soggetti a limiti in uscita dal camino che, quindi, vanno a disperdersi in atmosfera e di altri parametri caratteristici dei fumi quali la temperatura, la pressione e l’umidità. Come detto in precedenza, non tutti gli inquinanti possono essere analizzati tramite uno SME, ovvero in continuo e ciò dipende dal fatto che gli analizzatori in continuo ad oggi disponibili in commercio si basano su principi di misura che si possono applicare solo su alcuni inquinanti, quali ad esempio gli ossidi di azoto e il monossido di carbonio; d’altro canto va detto che la tecnologia consente l’analisi in continuo proprio di quei parametri “critici” ai fini del monitoraggio di processo e degli studi di dispersione. Oltre ai classici inquinanti derivanti dalla combustione, quali appunto gli ossidi di azoto, gli ossidi di zolfo e il monossido di carbonio, oggigiorno è possibile allargare lo spettro di indagine a composti quali l’acido cloridrico, l’acido fluoridrico, ammoniaca, e le polveri totali. La presenza di un sistema SME, obbligatorio per l’inceneritore di Acerra consente infatti di ricavare una notevole serie di dati che consentono di avere una conoscenza approfondita della emissione non solo in termini di concentrazioni degli inquinanti ma, tramite la misura della portata, anche di flussi di massa (quantità di uno specifico inquinante emesse dal camino su un dato orizzonte temporale) oltre a consentire il monitoraggio costante delle emissione anche in situazioni diverse dal “normale” funzionamento (stati transitori quali avvii e spegnimenti, oppure stati di avaria/guasto). Il personale ARPAC afferente alla U.O. Aria del Dipartimento Provinciale di Napoli effettua sopralluoghi specifici sull’impianto, finalizzati alla verifica del corretto funzionamento dello SME per la strumentazione e l'acquisizione dei dati. Ad Acerra sono in funzione due Sistemi di Monitoraggio in continuo delle Emissioni (SME), uno principale e l'altro secondario, quest'ultimo con la funzione di subentrare al principale in caso di manutenzione e/o anomalie e/o guasti al principale. I punti di emissione sottoposti al monitoraggio in continuo sono indicati con E1, E2 ed E3 e corrispondono rispettivamente alle linee 1, 2 e 3 dell’inceneritore per l'analisi delle emissioni (con strumentazione duplicata) dei parametri Polveri, CO, NOx, HCl, H2O, HF, O2, COT; inoltre sono installati un analizzatore in continuo di Hg e un campionatore di microinquinanti PCDD/PCDF.
Nelle tabelle che seguono i valori registrati dallo SME di Acerra dal 2015 al 2018 verificati dalla Unità Operativa ARIA del Dipartimento Provinciale ARPAC di Napoli.

INC_ACERRA_TAB_6D_SME_2014_28_11_14 
INC_ACERRA_TAB_6D1_SME_2015_31_12_15 
INC_ACERRA_TAB_6D2_SME_2016_31_12_16  
INC_ACERRA_TAB_6D3_SME_2017_31_12_17 
INC_ACERRA_TAB_6D4_SME_2018_31_12_18


9. Verifica degli autocontrolli dell'inceneritore ad opera del gestore

Al fine di rendere maggiormente incisiva l’attività di prevenzione e controllo, nel 2015 è stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra ARPAC e Procura della Repubblica presso il tribunale di Nola, a seguito del quale tutte le attività effettuate dal Dipartimento Provinciale ARPAC di Napoli, comprese le ispezioni finalizzate alla verifica degli autocontrolli dell’impianto, nonché la verifica delle relazioni annuali, trasmesse dal Gestore agli enti di controllo, vengono trasmesse prontamente alla stessa Procura della Repubblica presso il tribunale di Nola. Di seguito cliccando sui file è possibile scaricare il resoconto delle date in cui sono state effettuati sopralluoghi volti alla verifica delle emissioni da parte del gestore dell’impianto A2A.

INC_ACERRA_TAB_6E_AUTOCONTROLLI_2015_08_07_15 
INC_ACERRA_TAB_6E1_AUTOCONTROLLI_2016_23_01_16 
INC_ACERRA_TAB_6E2_AUTOCONTROLLI_2017_25_02_17 
INC_ACERRA_TAB_6E3_AUTOCONTROLLI_2017_10_06_17 
INC_ACERRA_TAB_6E4_AUTOCONTROLLI_2017_05_10_17 
INC_ACERRA_TAB_6E5_AUTOCONTROLLI_2018_06_09_2018 
INC_ACERRA_TAB_6E6_AUTOCONTROLLI_2019_07_01_2019 
INC_ACERRA_TAB_6E7_AUTOCONTROLLI_2019_09_05_2019 
INC_ACERRA_TAB_6E8_AUTOCONTROLLI_2019_24_10_2019 
INC_ACERRA_TAB_6E9_AUTOCONTROLLI_2019_06_02_2020
INC_ACERRA_TAB_6E10_AUTOCONTROLLI_2019_25_06_2020 
INC_ACERRA_TAB_6E11_AUTOCONTROLLI_2020_05_11_2020 
INC_ACERRA_TAB_6E12_AUTOCONTROLLI_2021_21_01_2021

 

10. Relazione "semestrale" inerente al funzionamento dell'impianto

La “relazione semestrale” rappresenta il documento tecnico che il gestore dell’impianto è obbligato a redigere e trasmettere, oltre che ad altri enti, anche ad ARPAC, per consentire le specifiche valutazioni di conformità con quanto indicato nel documento AIA. Tale relazione contiene, dettagliatamente, la descrizione del funzionamento e la sorveglianza dell’impianto, da parte del gestore, nel periodo in esame. In particolare la documentazione viene trasmessa dal gestore ad ARPAC Dipartimento Provinciale di Napoli (competente per territorio) dove è oggetto di istruttoria da parte delle competenti Unità Operative dell’Area Territoriale del Dipartimento ARPAC di Napoli; terminate le varie istruttorie con giudizi parziali si provvede ad emettere un giudizio globale sul documento nella sua interezza. Di seguito cliccando sui file è possibile scaricare il resoconto sintetico delle istruttorie effettuate corredate con il giudizio conclusivo emesso sui documenti esibiti a partire dal 2016.

INC_ACERRA_TAB_R_RELAZIONE_SEMESTRALE_I_2016
INC_ACERRA_TAB_R1_RELAZIONE_SEMESTRALE_II_2016
 
INC_ACERRA_TAB_R2_RELAZIONE_SEMESTRALE_I_2017 
INC_ACERRA_TAB_R3_RELAZIONE_SEMESTRALE_II_2017 
INC_ACERRA_TAB_R4_RELAZIONE_SEMESTRALE_I_2018 
INC_ACERRA_TAB_R5_RELAZIONE_SEMESTRALE_II_2018 
INC_ACERRA_TAB_R6_RELAZIONE_SEMESTRALE_I_2019 
INC_ACERRA_TAB_R7_RELAZIONE_SEMESTRALE_II_2019

 

11. Focus sulle centraline della qualità dell'aria e sui DEPOSIMETRI

L’A.R.P.A.C. svolge un’attività di monitoraggio della qualità dell’aria ambiente esterna all’impianto di incenerimento in questione, attraverso 3 centraline, 2 delle quali allocate nel territorio del comune di Acerra ed una nel territorio del comune di S. Felice a Cancello. In dettaglio le centraline con le relative coordinate UTM sono le seguenti:

1. Acerra - zona industriale: installata nel sito produttivo (oggi dismesso) dell’azienda Delfino SpA (poi Doria SpA), in via dei Normanni n.90, (4536668 Nord – 449607 Est)

2. Acerra scuola: installata nel plesso scolastico “G. Caporale” in piazza Falcone e Borsellino. (4532340 Nord – 446985 Est)

3. San Felice a Cancello: installata nell’area scolastica di Cancello Scalo, scuola “Aldo Moro”, in via XXI Giugno. (4537856 Nord – Est 451550)

Di seguito nella foto 10 è visibile il posizionamento delle tre centraline; inoltre cliccando sulla stessa foto è possibile scaricare un file con estensione kmz visualizzabile dagli utenti interessati grazie al programma Google Earth, con il quale è possibile visualizzare sul pc o sul cellulare l’esatta ubicazione dell’impianto e delle relative centraline.

 

I dati rilevati dalle tre stazioni di monitoraggio vengono acquisiti giornalmente, in automatico e su chiamata dell’operatore, dal Centro Elaborazione Dati sito presso la Direzione Tecnica di ARPAC. Queste centraline, dotate di analizzatori che misurano i valori medi giornalieri per il PM 10 e PM 2,5 e i valori orari per gli altri parametri indicatori della qualità dell’aria nel comprensorio sopra descritto, forniscono dati consultabili da chiunque sia interessato sul sito ARPAC dove sono riportati i dati grezzi orari ed i bollettini giornalieri di sintesi. Nei bollettini di sintesi sono riportati i valori massimi o medi per ciascun inquinante sulla base del tempo di mediazione previsto dalla normativa vigente e sono segnalati i valori soglia di riferimento. E’ evidente che attraverso le tre centraline viene monitorata, nel comprensorio di Acerra, la qualità dell’aria ambiente complessiva, la quale è influenzata, oltre all’inceneritore, anche da altre attività antropiche (traffico, industrie, agricoltura, etc.) e, per alcuni parametri misurati dalle emissioni a scala dell’intero agglomerato urbano di Napoli e Caserta. Di seguito cliccando sui file è possibile scariche una serie di relazioni elaborate nel 2013 e nel 2014 che ben illustrano le caratteristiche dell’area in questione ovviamente rispetto al periodo di analisi.
1_RELAZIONE_QUALITA'_ARIA_2013
2_RELAZIONE_QUALITA'_ARIA_2013
3_RELAZIONE_QUALITA'_ARIA_2013
4_RELAZIONE_QUALITA'_ARIA_2014

Presso le tre centraline sopra citate, l’Agenzia ha installato, in aggiunta ai sensori presenti, una strumentazione finalizzata a monitorare alcuni microinquinanti particolarmente tossici quali metalli pesanti, Diossine e PCB. Questa strumentazione, comunemente indicata con il termine di DEPOSIMETRI, raccoglie per gravità le deposizioni atmosferiche caratterizzate da quell'insieme di sostanze, inquinanti e non, presenti nell'aria, sotto forma di particelle, aerosol o gas, che raggiungono la superficie del suolo e tutto ciò che è presente su di esso ovvero vegetazione, corpi idrici etc. Le deposizioni avvengono in conseguenza di processi naturali di tipo chimico-fisico, perché le deposizioni definite "umide" sono quelle che avvengono in conseguenza delle precipitazioni atmosferiche (pioggia, neve, nebbia) mentre sono definite deposizioni "secche" quelle che avvengono per azione della sedimentazione gravitazionale. La determinazione dei flussi di deposizione per alcuni inquinanti atmosferici, mediante deposimetri tipo bulk (bottiglia+imbuto cilindrico di dimensioni standard in vetro e/o polietilene HDPE in funzione dell’analita ricercato), costituisce un buon sistema di sorveglianza ambientale, pur considerando le possibili interferenze (es. insetti, fogliame, ecc.) che sistemi di questo tipo possono avere. Negli anni si sono dimostrati molto utili, in particolare, per monitorare una serie di inquinanti che possono accumularsi nell'ambiente quali i POPs (Persistent Organic Pollutants), come lo sono ad esempio le Diossine e Furani (PCDD/PCDF), i Policlorobifenili (PCB) , ma anche metalli pesanti quali Arsenico, Cadmio, Nichel e Piombo.

L'ARPAC dal marzo 2009, quindi ancor prima dell'emanazione della Direttiva 2004/107/CE, recepita in Italia dal D.lgs 155/2010, che ha introdotto la misura delle deposizioni come attività di monitoraggio, ha proceduto a tale tipologia di misurazione, in un porzione di territorio limitrofo all'inceneritore di Acerra e ricadente nei comuni di Acerra e San Felice a Cancello. Pertanto, pur rilevando che né la direttiva europea 2004/107/CE né il decreto attuativo nazionale 155/2010 stabiliscono valori limite o valori obiettivo per le deposizioni atmosferiche, le misurazioni effettuate risultano comunque indicative per osservare l'andamento nel tempo dei valori misurati ed avere dei parametri di confronto con altre aree del territorio. A tal proposito è importante evidenziare come per le diossine, furani e PCB nel corso del tempo, l’innovazione tecnologica, ed il conseguente aumento della sensibilità della strumentazione, ha consentito un affinamento delle determinazioni analitiche e l’utilizzo di altre unità di misura di riferimento con il passaggio da nanogrammi a picogrammi, per l’indicazione dei valori misurati. Inoltre, con riferimento ai PCB, bisogna anche considerare che fino al 18/11/2014 sono stati ricercati i 29 congeneri previsti dal DM 27 settembre 2010, esprimendo tale risultato in nanogrammi, mentre dal 07/01/2015 sono stati analizzati, con strumentazione di altissima tecnologia, i soli 12 congeneri dioxin-like, previsti dalla WHO, esprimendoli in Tossicità Equivalente, (dapprima in nanogrammi e successivamente in picogrammi) così come sempre fatto per le Diossine e Furani, uniformando così anche l’espressione dei due risultati. Tali modifiche, di fatto, non rendono confrontabili tra loro tutte le misurazioni effettuate ma solo quelle che sono state espresse con la stessa unità di misura ed eseguite con le stesse metodiche. Di seguito cliccando sui files sottostanti è possibile scaricare liberamente la serie storica delle analisi riunite e rappresentate graficamente per unità di misura omogenee secondo il criterio sopra esposto.

INC_ACERRA_GRAFICI_DEPOSIMETRI_TOTALI_REV_14_07_21.docx
INC_ACERRA_GRAFICI_DEPOSIMETRI_TOTALI_REV_14_07_21.xlsx

Link utili

Riferimenti normativi

Dati storici di monitoraggio del territorio acerrano: acque sotterranee 2008 Dati storici di monitoraggio del territorio acerrano: acque sotterranee 2008

Dati storici di monitoraggio del territorio acerrano: suoli 2008 Dati storici di monitoraggio del territorio acerrano: suoli 2008

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