Indietro Fiume Sarno: tre aziende sequestrate tra Striano e Torre Annunziata nella lotta contro l’inquinamento

Data Pubblicazione: 06-giu-2026

Proseguono i controlli contro l’inquinamento nel bacino del fiume Sarno. Tra il 3 e il 4 giugno 2026 i Carabinieri Forestali e i militari del Nucleo Operativo Ecologico (NOE) hanno eseguito una serie di sequestri tra Striano e Torre Annunziata nell’ambito di un’attività coordinata dalle Procure di Torre Annunziata, Nocera Inferiore e Avellino.
Tra gli interventi più rilevanti figura quello che ha interessato una società conserviera. Secondo gli accertamenti effettuati dai Carabinieri del NOE con il supporto tecnico dell’Arpac, sarebbero emerse diverse criticità.

Le verifiche avrebbero evidenziato il superamento dei limiti previsti dalla normativa per alcuni parametri ambientali, tra cui il COD e l’errata gestione sul deposito temporaneo dei rifiuti. 

Un secondo sequestro è stato eseguito a Striano presso una società operante nel settore ortofrutticolo.

Durante l’ispezione i Carabinieri Forestali hanno rilevato la presenza di fanghi derivanti dal lavaggio dei prodotti agricoli e di scarti vegetali accumulati all’interno dell’area aziendale. Gli accertamenti avrebbero inoltre evidenziato presunte irregolarità nella gestione dei rifiuti e la mancanza della documentazione relativa al loro corretto smaltimento.

Particolare attenzione è stata rivolta a uno scarico che, secondo quanto emerso dalle verifiche, convogliava reflui industriali in una caditoia collegata alla rete delle acque bianche e successivamente all’alveo del fiume Sarno. L’azienda non avrebbe esibito le autorizzazioni necessarie per tale attività.

Il provvedimento di sequestro ha interessato lo scarico ritenuto abusivo, il piazzale industriale, le attrezzature utilizzate per la produzione e i rifiuti presenti nell’area.

Il terzo intervento è stato effettuato a Torre Annunziata presso una società attiva nel settore del rimessaggio di imbarcazioni da diporto.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbero risultate assenti le autorizzazioni necessarie per lo scarico delle acque reflue. Inoltre, alcune strutture presenti nell’area sarebbero prive dei titoli edilizi richiesti dalla normativa. Durante le verifiche sarebbero emerse anche criticità nella gestione dei rifiuti prodotti dall’attività.

Alla luce degli elementi raccolti, i militari hanno proceduto al sequestro preventivo dell’intero complesso, comprese le imbarcazioni presenti.

L’operazione rientra in un più ampio piano di monitoraggio delle attività produttive presenti lungo il corso del Sarno e dei suoi affluenti, con l’obiettivo di individuare possibili fonti di contaminazione ambientale e contrastare gli sversamenti illegali.

Le attività sono svolte con il supporto dell’Arpac e delle forze di polizia nell’ambito del protocollo interistituzionale sottoscritto nel dicembre 2025 dalle Procure di Torre Annunziata, Nocera Inferiore e Avellino insieme agli enti impegnati nella tutela dell’ambiente.

L’obiettivo è monitorare in modo costante le attività produttive presenti sul territorio, individuare eventuali violazioni e interrompere tutto ciò che potrebbero contribuire all’inquinamento del fiume e dei suoi affluenti, una delle emergenze ambientali più delicate della Campania.

Fonte: ilgazzettinovesuviano.com

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