Campionamenti acqua di mare a Licola e Varcaturo, non rilevate presenza di alghe tossiche né contaminazione fecale
Campionamenti acqua di mare a Licola e Varcaturo, non rilevate presenza di alghe tossiche né contaminazione fecale
Data Pubblicazione: 14-ago-2026

A seguito di richiesta della Guardia costiera, ieri l’Agenzia regionale per l’ambiente è intervenuta nei comuni di Giugliano e Pozzuoli, per svolgere campionamenti extra calendario delle acque di balneazione nei tratti “Marina di Varcaturo”, “Pineta di Licola sud – via Squalo” e “Stazione Marina di Licola”. La richiesta dell’autorità marittima è pervenuta sulla scorta delle frequenti segnalazioni dei bagnanti circa colorazioni anomale del mare e presenza di schiume e torbidità.
A una prima ricognizione visiva, le acque all’arrivo dei tecnici Arpac non presentavano un’evidente alterazione, se non un colore tendente al verde scuro. Oltre alla determinazione dei parametri microbiologici Escherichia coli ed Enterococchi intestinali, indicatori di contaminazione fecale, sono state svolte analisi sul fitoplancton per indagare la presenza di alghe potenzialmente tossiche.
I campioni sono risultati conformi per i parametri microbiologici Escherichia coli ed Enterococchi intestinali, non evidenziando dunque contaminazione da scarichi fognari. Sono stati individuati residui di una fioritura algale in fase di remissione, ma non sono state individuate specie tossiche.
Come rilevato nel corso di altre stagioni estive, la produzione di schiume e muchi algali è influenzata dalle particolari condizioni meteo-climatiche, con un regime di alta pressione, temperature molto elevate, scarsità di eventi piovosi e ristagno delle brezze pomeridiane lungo le coste, con un conseguente rallentamento del ricambio delle acque. Talvolta tali fenomeni, pur non costituendo una contaminazione fecale, possono percettivamente richiamarla per la presenza di muchi marroni e cattivi odori.
Si rimanda al sito arpacampania.it per i risultati aggiornati del monitoraggio delle acque di balneazione in Campania. Si sottolinea che le autorità competenti possono, qualora presumano possa sussistere un rischio per la salute dei bagnanti, applicare cautelativamente un divieto di balneazione o altre misure previste dall'ordinamento (ad esempio sconsigliare la balneazione) in attesa dei risultati delle analisi Arpac, che richiedono normalmente 24/48 ore dai prelievi.