PFAS nelle acque sotterranee della Campania: risultati del monitoraggio 2018–2024,  valutazione degli impatti e analisi delle tendenze evolutive.

Dal 2018 ARPAC ha avviato il monitoraggio delle sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS) nelle acque sotterranee della Campania, nell’ambito delle attività di valutazione dello stato chimico dei corpi idrici sotterranei previste dalla normativa nazionale ed europea.  Le attività sono state sviluppate per approfondire la presenza di questi contaminanti emergenti nel territorio regionale, migliorare il quadro conoscitivo disponibile e orientare in modo sempre più efficace le azioni di monitoraggio ambientale. L’analisi dei campioni  raccolti tra il 2018 e il 2024 evidenzia la presenza di PFAS in diversi corpi idrici sotterranei della regione (n. 11 corpi idrici sotterranei su n. 17 corpi idrici sotterranei sottoposti al monitoraggio PFAS), generalmente a basse concentrazioni e senza superamenti dei valori soglia normativi per le sostanze regolamentate nel DM 6 Luglio 2016.

Obiettivi  del monitoraggio dei PFAS

Il monitoraggio è stato condotto nell’ambito della valutazione dello stato chimico dei corpi idrici sotterranei, secondo quanto previsto dal D.Lgs. 30/2009 e dal DM 6 luglio 2016, in recepimento delle Direttive 2006/118/CE e 2014/80/UE. Leggi tutto

Nella fase iniziale, ARPAC ha individuato in via prioritaria i corpi idrici sotterranei potenzialmente più vulnerabili alle pressioni antropiche riconducibili alla produzione e utilizzo delle sostanze  PFAS, tenendo conto delle pressioni antropiche e dell’analisi di rischio di mancato raggiungimento dello stato chimico BUONO sviluppati dall’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale nell’ambito del Piano di Gestione delle Acque.  L’obiettivo del monitoraggio è stato quello di verificare la presenza e le concentrazioni  di PFAS nelle acque sotterranee regionali e di seguirne nel tempo la distribuzione territoriale e l’evoluzione temporale delle concentrazioni.

Rete di monitoraggio PFAS (2018–2024).

Nel periodo 2018–2024  il numero delle stazioni di monitoraggio assoggettate ai PFAS sono state  progressivamente ampliate. Nei primi anni dell’attività, tra il 2018 e il 2021, il numero di stazioni monitorato è rimasto contenuto, variando tra 5 e 9 siti di campionamento all’anno. A partire dal 2022 la rete di monitoraggio PFAS è stata significativamente ampliata, con un aumento delle stazioni (fino a 24) , del numero di campioni e dei corpi idrici indagati. Nel complesso, nel periodo considerato sono stati prelevati 110 campioni d’acqua in pozzi e sorgenti, il monitoraggio ha interessato fino a 17 corpi idrici sotterranei; il numero delle stazioni è cresciuto da 5 nel 2018 fino a 24 negli anni successivi.  Tra i siti di campionamento maggiormente monitorati figurano: Bvr26, nel corpo idrico sotterraneo Piana del Volturno in Sinistra Idrografica e Regi Lagni, e Sol, nella Piana di Solofra, con 12 campionamenti ciascuno;  Ben2, Nap20 e Sar8, rispettivamente nella Piana di Benevento, Piana ad Oriente di Napoli e Piana del Sarno, con 9 campionamenti ciascuno.  L’estensione progressiva della rete ha consentito di migliorare la copertura territoriale delle indagini e di acquisire un quadro più rappresentativo della presenza dei PFAS nelle acque sotterranee campane.

 

Sostanze PFAS analizzate

Nel monitoraggio sono state ricercate 23 sostanze appartenenti alla famiglia dei PFAS.  Il set analitico comprende sia i composti richiamati dal DM 6 luglio 2016, sia ulteriori sostanze di interesse ambientale non esplicitamente elencate nel decreto. L’analisi dei risultati è stata condotta considerando in particolare la frequenza dei campioni con concentrazioni superiori al limite di quantificazione (LdQ) e, per le sostanze regolamentate, il confronto con i valori soglia previsti dalla normativa. Nel periodo esaminato non sono stati osservati superamenti dei valori soglia normativi in termini di media annuale per le sostanze disciplinate dal decreto

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 Interpretazione degli esiti analitici PFAS

I risultati mostrano una distribuzione non uniforme dei PFAS nei corpi idrici sotterranei monitorati. Le frequenze più elevate di concentrazioni superiori al limite di quantificazione si osservano in alcuni contesti specifici. In particolare, la Piana di Solofra presenta il quadro più marcato, con riscontri più frequenti per PFBS, PFHxS e PFOS. Anche la Piana del Sarno mostra la presenza di PFAS, soprattutto per PFBS e PFOS. Nel corpo idrico della Piana del Volturno in Sinistra Idrografica e Regi Lagni i superamenti del limite di quantificazione riguardano soprattutto PFHxA, PFPeA, PFOS e PFOA, con prevalenza di composti a catena corta. Nella Piana ad Oriente di Napoli sono state rilevate concentrazioni quantificabili soprattutto di PFOS, PFHxS, PFBS, PFDoDA e PFHxA. Nella Piana di Benevento la presenza di PFAS risulta localizzata in particolare nella stazione Ben2. Nel Somma-Vesuvio le sostanze più frequentemente osservate sono PFBS, PFHxA e PFPeA.  Negli altri corpi idrici sotterranei analizzati, tra cui Piana del Sele, Piana dell’Ufita, Monti della Maddalena e Complesso Tufaceo Basso Volturno, i riscontri risultano in genere sporadici e limitati a pochi campioni. Nel complesso, i composti più frequentemente rilevati sopra il limite di quantificazione sono PFBS, PFHxA, PFPeA e PFOS. Di seguito in tabella sono riportati i Corpi Idrici Sotterranei sottoposti a monitoraggio PFAS nel periodo 2014 – 2028. In arancione sono riportati i Corpi Idrici Sotterranei in cui alcune stazioni di monitoraggio hanno fatto osservare superamenti del Limite di Quantificazione con chiara indicazione di impatto da PFAS, sebbene in nessun caso sono stati superati i Valori Soglia contemplati nel DM 6 Luglio 2016.

Nel grafico seguente sono stati sintetizzati i Corpi Idrici Sotterranei in cui si sono stati osservati  i Superamenti dei Limiti di Quantificazione delle varie sostanze PFAS analizzate. sono riportati le  numerosità dei superamenti nel periodo 2018 – 2024 rispetto a totale dei campioni raccolti in ciascun corpo idrico nello stesso periodo.

Fig. 3: Frequenze dei  Superamenti LdQ per specie di sostanze PFAS osservati nei corpi idrici sotterranei nel periodo (2018 – 2024).

Fig. 4. : Stazioni di Monitoraggio delle Sostanze PFAS. Superamenti LdQ

Fig. 5 : Sostanze  PFAS che superano gli LdQ in alcune stazioni di monitoraggio (2018 – 2024)

Risultati e Conclusioni

Il monitoraggio dei PFAS nelle acque sotterranee della Campania, iniziato nel 2018,  è stato progressivamente potenziato, soprattutto a partire dal 2022;  sono stati monitorati 110 siti di campionamento nel periodo 2018 – 2024 e fino a 17 corpi idrici sotterranei;  le sostanze FFAS analizzate sono 23;  non sono stati rilevati superamenti dei valori soglia normativi per le sostanze regolamentate; ma sono stati osservati indicatori di presenza e dunque di impatto nelle acque circolanti nei corpi idrici sotterranei investigati: concentrazioni oltre i limiti di quantificazione. La presenza di PFAS risulta relativamente più evidente in alcuni corpi idrici sotterranei  in particolare nella Piana di Solofra, nella Piana del Sarno, nella Piana del Volturno in Sinistra Idrografica e Regi Lagni, nella Piana ad Oriente di Napoli, nella Piana di Benevento e nel Somma-Vesuvio;  meno rilevanti sono i superamenti degli LdQ nei corpi idrici: Piana dell’Isclero, Monti della Maddalena, Piana Sele, Piana dell’Ufita, Complesso Tufaceo Basso Volturno. I composti più frequentemente quantificati appartengono soprattutto ai PFAS a catena corta o intermedia; per alcuni composti si osservano lievi segnali di incremento temporale, pur in un quadro generale di concentrazioni contenute e molto inferiori ai valori soglia normati. Dal punto di vista composizionale, si osserva la prevalenza di PFAS a catena corta o intermedia, come PFBA, PFHxA, PFPeA e PFBS. Questi composti sono caratterizzati da elevata solubilità e maggiore mobilità nei sistemi idrogeologici, caratteristiche che ne favoriscono il trasporto nelle acque sotterranee. In alcuni contesti, la distribuzione osservata può riflettere l’effetto combinato di più fattori: pressioni antropiche locali, caratteristiche idrogeologiche dei corpi idrici e dinamiche di trasporto, ricarica e diluizione. Va inoltre evidenziato che, per diversi corpi idrici sotterranei, le osservazioni disponibili derivano da un numero ancora limitato di punti di monitoraggio. In questi casi, i dati consentono di individuare segnali di presenza, ma richiedono ulteriori approfondimenti per una valutazione pienamente rappresentativa alla scala di corpo idrico sotterraneo.

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