Back Terra dei Fuochi, punto stampa e riunione tra Governo e istituzioni locali ad Afragola e Caivano

Data Pubblicazione: 09-apr-2026

Seicentoventi tonnellate di rifiuti, tra urbani e scarti industriali, da rimuovere nel giro di venti giorni: ha preso il via ieri, mercoledì 8 aprile 2026, l'operazione voluta dal Governo per il risanamento della Terra dei Fuochi in un'area - quella della discarica abusiva in località Cantariello - simbolo dell'abbandono indiscriminato di rifiuti, situata tra le campagne di Casoria e Afragola. Cumuli di rifiuti da cui sbuca di tutto, dai frigoriferi abbandonati all'indifferenziata. Il tutto avviene sotto la guida della Protezione Civile e il coinvolgimento di Arpac, Commissariato rifiuti, Sapna e Città Metropolitana di Napoli.
    In rappresentanza del Governo è arrivato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. «Non è una battaglia – ha spiegato l'esponente di Governo – piuttosto è una guerra che è in corso già da un bel po' di tempo, da oltre un anno, col concorso delle amministrazioni territoriali della regione, della Città metropolitana, dei comuni presenti sul territorio, di vari ministeri, di varie articolazioni di ministeri abbiamo intanto concordato quello che poi è diventato il decreto legge 116 del 2025 e che ha fornito maggiori strumenti e più efficaci alle forze di polizia e alle autorità giudiziarie e da quel momento è iniziata un'opera di costante monitoraggio dello Stato che ha conosciuto cabine di regia come quella di oggi sul territorio, questa è la terza, e altre che si sono svolte a Roma a Palazzo Chigi».
    «Quella di oggi – ha aggiunto il sottosegretario Mantovano – è una battaglia che inizia per rimuovere 620 tonnellate di rifiuti lasciati in strada e che punta entro il mese di luglio a rimuovere tutti i rifiuti presenti sulle strade comunali e provinciali di questo territorio, rifiuti che spesso vengono dati alle fiamme con tutte le conseguenze terribili che questo territorio ha conosciuto per decenni e forse è la prima volta, anzi direi senza forse, che viene un impegno così massiccio da parte di tutte le istituzioni perché tutto ciò venga debellato». 
 Non solo la rimozione dei rifiuti abbandonati ma la necessità di rafforzare l'attività di prevenzione per evitare nuove discariche abusive. Elementi sottolineati dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano in occasione dell'operazione di rimozione rifiuti in corso in località Cantarello, nel Napoletano. «Gli strumenti sono non soltanto quelli che avete visto all'opera per rimuovere i rifiuti - ha osservato Mantovano - ma anche quelli che servono a prevenire che vengano collocati nuovi rifiuti. È già in funzione da tempo una control room che vede il concorso di tutte le forze di polizia, con il coordinamento dei carabinieri forestali, e che permette di utilizzare i nuovi strumenti, per esempio la versione flagranza differita di chi continua a lasciare questi rifiuti in mezzo alla strada».
 «L'obiettivo – ha spiegato l'esponente di Governo – è di fare in modo che la control room sia ulteriormente potenziata con il collegamento con le videocamere, con le videosorveglianze presenti nei comuni e nei territori dei comuni di questa zona in modo che ci sia una verifica permanente e che nessuno possa sfuggire alle sanzioni. Ovviamente l'auspicio è che queste sanzioni non siano più applicate perché se non valgono i doveri civici più elementari perlomeno valga oggi la fine dell'impunità e la presenza di strumenti che consentono di intervenire come già in più di un'occasione è avvenuto per colpire chi continua ad avere queste condotte criminali». 
Nell'area della cosiddetta Terra dei fuochi nel primo trimestre dell'anno sono stati svolti 4.655 servizi di pattuglia e sono 201 i siti produttivi finiti sotto sequestro. Come ha spiegato il prefetto di Napoli, Michele di Bari, sono state anche irrogate sanzioni pecuniarie ed amministrative per circa 2 milioni e 900mila euro. Non solo: per 391 persone è scattata anche la denuncia per illeciti amministrativi. Sulle strade sono stati controllati 21348 veicoli con il ritiro di 85 patenti.
    L'avvio delle operazioni di rimozione rifiuti, lo scorso 8 aprile in località Cantarello, tra Casoria e Afragola, con la presenza anche del sindaco metropolitano Gaetano Manfredi, è la prima diretta conseguenza dell'accordo di collaborazione sottoscritto un mese fa e che sancisce l'impegno congiunto di sei soggetti istituzionali per affrontare in modo organico il problema dei rifiuti abbandonati lungo le strade provinciali delle province di Napoli e Caserta, nel cuore della cosiddetta "Terra dei Fuochi".
    L'accordo definisce le responsabilità di ciascun soggetto firmatario. Il commissario straordinario, Fabio Ciciliano, coordina l'intera azione, individua le priorità di intervento, garantisce la copertura finanziaria. La Città Metropolitana di Napoli assicura il raccordo amministrativo con Sapna e il supporto delle proprie strutture tecniche per la viabilità provinciale. Analogamente, la Provincia di Caserta, svolge lo stesso ruolo di raccordo con Gisec per il proprio ambito territoriale. Sapna Spa e Gisec Spa, rispettivamente gestori del servizio rifiuti per le province di Napoli e Caserta, garantiranno la ricezione, il trattamento e il conferimento dei rifiuti urbani indifferenziati, provenienti dalle operazioni di rimozione, presso impianti regolarmente autorizzati.
    L'intesa prevede anche il potenziamento delle capacità operative di Arpac. Il commissario straordinario metterà a disposizione risorse economiche per l'implementazione di otto nuove figure professionali specialistiche per un periodo di 24 mesi (e comunque non oltre il 31 dicembre 2027, data di scadenza della struttura commissariale), destinate ad intensificare le attività di campionamento, analisi e caratterizzazione dei rifiuti. Da allora sono 25 i siti censiti nell'area di Napoli e 18 in quella di Caserta. L'impegno del Governo, ribadito stamani dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, è quello di ripulire tutta l'area interessata entro luglio.
 «È in arrivo un prossimo stanziamento di 200 milioni di euro per interventi di rimozione dei rifiuti, caratterizzazione dei siti e bonifiche», ha annunciato la viceministra dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica Vannia Gava, ad Afragola per l'avvio delle attività di rimozione dei rifiuti previste dal Piano del governo per il risanamento ambientale della Terra dei Fuochi.
     «Il decreto-legge 116/2025 ha già prodotto un incremento dei sequestri e delle attività di contrasto agli illeciti ambientali - ha aggiunto Gava -. Ma è chiaro che, accanto alle misure repressive, è necessario rafforzare l'educazione ambientale, a partire dai più giovani, per incidere in modo strutturale sui comportamenti».
  Il viceministro ha quindi riferito dei riconoscimenti ricevuti in sede europea, con apprezzamenti da parte del Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa. «Fondamentale sarà anche il lavoro di prevenzione attraverso telecamere e control room interforze, per monitorare le aree bonificate ed evitare nuovi sversamenti. Abbiamo inoltre - ha concluso il suo intervento - in programma una riunione con i ministeri dell'Interno e dell'Economia per rafforzare i controlli e avviare interventi di riqualificazione dei territori interessati». 
Al punto stampa di Afragola è seguita una riunione operativa, presieduta dallo stesso sottosegretario Mantovano, a Caivano con le autorità territoriali, presso l’ufficio del Commissario straordinario per gli interventi infrastrutturali e di riqualificazione sociale dei territori ad alta vulnerabilità. L'incontro è stato l'occasione per fare il punto sui risultati raggiunti e dare ulteriore impulso alle attività di risanamento ambientale nel territorio della Terra dei Fuochi. I lavori, condotti dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, hanno coinvolto le istituzioni nazionali e locali impegnate sinergicamente nel risanamento del territorio: la viceministra dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Vannia Gava, il Capo della Protezione civile, Fabio Ciciliano, il Commissario unico per la bonifica delle discariche, gen. Giuseppe Vadalà, i prefetti di Napoli e Caserta, Michele di Bari e Lucia Volpe, i vertici locali delle Forze dell’Ordine e delle Procure territorialmente competenti, impegnate nelle azioni di contrasto agli ecoreati, l’assessora regionale all’Ambiente Sandra Pecoraro. A rappresentare l’Arpa Campania, il direttore generale Stefano Sorvino.  

Immagine in alto dal sito governo.it messa a disposizione con licenza CC-BY-NC-SA 3.0 IT, modificata.