La gestione ambientale dei caseifici

In Campaniail settore lattiero-caseario e in particolare quello caseario di trasformazione del latte in formaggi a pasta filata fresca riveste una notevole importanza all'interno del sistema agroalimentare regionale e nazionale. Esso è tale da rappresentare una struttura portante dell'economia della regione, sia per numero di addetti sia per numero di aziende coinvolte. La produzione casearia più rilevante è legata alla produzione di mozzarella di bufala mediterranea italiana (Bubalus bubalis), formaggio DOP oramai noto in tutto il mondo, caratterizzato ancora, da una forte "artigianalità" e dal dal legame con il territorio. Tra le varie problematiche, talvolta fisiologiche, che il settore caseario ha dovuto affrontare quelle ambientali sono state spesso erroneamente  ritenute marginali e per questo ignorate.

Una prima analisi del comparto produttivo, realizzata dall'ARPACnel 2009, ha consentito di evidenziare, tra le altre cose, una scarsa attenzione o poca conoscenza delle principali norme di carattere ambientale da parte dei gestori degli stabilimenti caseari, soprattutto tra coloro i quali non aderiscono a forme di aggregazione di categoria (associazioni, consorzi etc.).

Per questo motivo, su proposta di ARPAC, l'Assessorato Agricoltura, attraverso l'ex Settore S.I.R.C.A., sempre attento alle implicazioni ambientali connesse con l'esercizio delle attività agricole ed agro-industriali, ha deciso di finanziare un progetto denominato: "Gestione dei reflui dell'industria casearia campana nel rispetto della normativa ambientale" , la cui prima fase è stata portata a termine nel 2012 mentre la seconda ed ultima fase nel 2016.