I reflui zootecnici

L'allevamento degli animali produce residui come i liquami ed il letame la cui gestione comporta problemi economici, tecnici ed ambientali non trascurabili.

Attualmente le deiezioni (solide e liquide) degli allevamenti zootecnici, essendo ricche di  sostanze organiche e di altri elementi utili alle piante sono, nella maggior parte dei casi, utilizzate per lo spandimento sul suolo a beneficio dell'agricoltura. Questa pratica, nota anche con il nome di fertirrigazionein quanto la distribuzione di concimi (organici e/o minerali) avviene utilizzando acqua di irrigazione, se non correttamente effettuata può comportare problemi ambientali, anche rilevanti, come l'inquinamento da nitrati delle falde acquifere sotterranee. Per questi motivi si è ritenuto necessario disciplinare tale metodologia di concimazione, sia a livello nazionale che regionale, prevedendo specifiche norme tecniche di gestione, ma soprattutto espliciti divieti ed adempimenti amministrativi per coloro che intendono utilizzare per fini agronomici i reflui zootecnici.

Nel ricco quadro nazionale la zootecnia campana si caratterizza per l'elevato numero di capi bufaliniche si concentrano soprattutto nelle provincie di Caserta (66%) e Salerno (32%), in aziende agricole spesso di tipo intensivo o in allevamenti "senza terra". Queste peculiarità e la conseguente forte concentrazione di animali in determinati comprensori fanno sì che, in regione Campania, la fertirrigazioneattuata con reflui zootecnici, sia una pratica alquanto rischiosa per l'ambiente.

Tenendo conto dei coefficienti di produzione riportati in letteratura, si stima (fonte Assessorato Agricoltura – gennaio 2013) che ogni anno si producono sul territorio regionale 3.795.530 m3di liquami zootecnici che per la maggior parte sono utilizzate per fini agronomici