Principali riferimenti normativi

Nel corso degli ultimi 25 anni la Comunità Europea ha operato affinché i prodotti fitosanitari siano autorizzati alla vendita ed all'utilizzo se presentano le seguenti caratteristiche: non abbiano effetti dannosi sulla salute dei consumatori, il rischio sugli utilizzatori sia ridotto al minimo, non causino effetti inaccettabili sull'ambiente e siano sufficientemente attivi contro gli agenti infestanti.

Questa volontà si è tradotta in un quadro normativo la cui evoluzione temporale è stata estremamente dinamica, e trae la sua origine nel Decreto Legislativo 17 marzo 1995, n. 194 ed s.m.i., relativo all'attuazione della direttiva 91/414/CEE in materia di produzione, immissione in commercio,  utilizzo e destino ambientale dei pesticidi.

Attualmente la sua ultima visione strategica è riconducibile alle seguenti normative generali:

  • Regolamento (CE) n. 1107/2009, relativo all'immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari.
  • La Direttiva 2009/128/EU, relativa all'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari.
  • Regolamento (CE) n. 396/2005 relativo ai limiti massimi di residuo di prodotto fitosanitario ammessi sugli alimenti di origine vegetale ed animale.

Queste tre norme sono complementari tra loro ed armonizzano anche con le misure fissate dalle altre precedenti normative comunitarie del settore in particolare dalla:

  • direttiva 79/409/CEE del Consiglio, del 2 aprile 1979, concernente la conservazione degli uccelli selvatici,
  • direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche,
  • direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000, che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque.

 

In dettaglio l'odierno quadro normativo investe la legislazione sanitaria e quella ambientale: