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Dal 2002 al 2018 il Laboratorio della Campania ha controllato n. 951 siti ed ha prelevato ed analizzato n. 20458 campioni (Tab. 1).

Tab1.

 

 

Il Laboratorio nel 2012 ha ottenuto l'accreditamento da parte di ACCREDIA, secondo la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025 per l'isolamento, la quantificazione e la tipizzazione di Legionella spp. in campioni ambientali con metodo colturale, secondo il metodo UNI EN ISO 11731:2017 e per il campionamento secondo la norma UNI EN ISO 19458:2006.

Considerando i dati epidemiologici relativi al numero di casi notificati dalle diverse Regioni italiane riportati dall'ISS, si evidenzia chiaramente una palese sottonotifica nelle Regioni del Sud rispetto a quelle del Nord (Tab. 2).

In Fig. 1 sono riportate le segnalazioni pervenute al Centro negli anni 2002-2018.

Nel 2018 il Laboratorio per la Legionellosi di Salerno ha ricevuto dai Dipartimenti di Prevenzione della Regione n. 93 richieste di intervento, a seguito di segnalazioni di n. 135 casi di malattia con 10 decessi, di questi,  80 sono stati notificati in ospedali della Campania e 55 fuori regione. Sono stati, inoltre, notificati 19 clusters per un totale di 30 casi, che hanno riguardato 17 strutture recettive, 1 abitazione e 1 ospedale.

Nel 2018 il picco dei casi è stato registrato nel periodo settembre – novembre (Fig. 2).

In Tab. 3 è riportata la suddivisione dei casi di malattia correlati alla Campania per genere e fascia d'età. Anche in Campania i dati dimostrano che sono più esposti al rischio di ammalarsi i maschi, rispetto alle femmine, in accordo al trend nazionale.

In Campania, nel 2018 gli ospedali di Napoli hanno notificato il più alto numero di casi,  seguiti da Salerno, Avellino, Caserta e Benevento (Fig. 3).

Tab. 2

Fig 1.

Fig 2.

Tab 3.

Fig 3.: la distribuzione provinciale dei casi di malattia notificati in Campania – anno 2018

 

Nell'anno 2018 per n. 127 casi  / n. 135 totali notificati, è stata ricercata la fonte ambientale di contagio. Per le restanti 8 segnalazioni non sono state fatte indagini in quanto non si apprezzava alcuna esposizione a rischio nei 10 giorni precedenti l'inizio della sintomatologia. In totale sono stati ispezionati 83 siti (vd. Tabella 4) e prelevati 952 campioni con 120 campioni positivi (13%). La contaminazione da legionella è stata rilevata nel 23% delle abitazioni, nel 44% delle strutture recettive, nel 30% delle  strutture sanitarie. I campionamenti eseguiti hanno portato all'isolamento di L. pneumophila in 27/83 siti campionati (32%), con concentrazioni di Legionella comprese tra 102 - 3,04  UFC/L.  Nei campioni positivi è stata isolata prevalentemente (70%) L. pneumophila Sg1 (Fig. 5).

 

Tab. 4: tipologia dei siti ispezionati

 

Fig. 4: distribuzione dei controlli effettuati dal Laboratorio di Riferimento Regionale Legionellosi

Fig.5

 

Fig. 6: esempi di punti a rischio di contaminazione in cui è stata isolata Legionella

 

 

Nei siti risultati positivi, sono state messe in atto dai gestori idonee misure di controllo per riportare le cariche batteriche entro i limiti consentiti. Nel 2018 il Laboratorio ha eseguito n. 24 controlli post–bonifica, prelevando n. 131 campioni. 25 campioni (19%) continuavano ad essere positivi .

In Regione Campania, dal 2005, si è registrato un aumento sensibile della diagnosi dei casi di legionellosi grazie all'adozione da parte dei nosocomi campani del test rapido sulle urine. Ciò nonostante, il confronto con Regioni quali la Lombardia e l'Emilia Romagna pone in risalto il cammino che la Regione Campania deve ancora percorrere nella lotta alla malattia attraverso una più diffusa diagnosi clinica ed una più ampia sorveglianza ambientale preventiva. La nostra Regione, quale attrattore turistico per le riconosciute e apprezzate risorse naturali e culturali, deve adeguarsi a quegli standard qualitativi di sicurezza, esistenti nei più avanzati Paesi Europei, che portano al raggiungimento della condizione di "Legionella free" negli impianti delle  strutture recettive e comunitarie della Regione. Tale obiettivo potrà essere raggiunto attraverso la collaborazione di professionalità multidisciplinari (sanitari, ingegneri, tecnici impiantisti, rappresentanti di categoria, ecc.) per la definizione di piani di sorveglianza ad hoc in base alla peculiarità degli impianti termo-idraulici delle specifiche strutture da monitorare.