Risultati delle Attività

Dal 2002 al 2016 il Laboratorio della Campania ha controllato n. 857 siti ed ha prelevato ed analizzato n. 17018  campioni (cfr. tabella 1)

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    Il Laboratorio nel 2012 ha ottenuto l'accreditamento da parte dell'Ente certificatore ACCREDIA, secondo la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025, per l'isolamento, la quantificazione e la tipizzazione di Legionella spp. in campioni ambientali con metodo colturale.

Nel 2015 il Laboratorio per la Legionellosi di Salerno ha ricevuto dai Dipartimenti di Prevenzione della Regione n. 119 richieste di intervento, a seguito di n. 106 casi di malattia notificati con 10 decessi; di questi 75 notificati in Campania e 31 fuori regione. Nel 2016, sono pervenute n. 105 richieste per le verifiche di n. 88 casi di malattia (52 in Campania e 36 fuori regione), con 11 decessi.

La distribuzione delle attività svolte sul territorio regionale nel biennio 2015-2016 è riportata nella tabella 7   tenendo conto, sia della prima verifica presso le strutture dove hanno soggiornato i pazienti che si sono ammalati del morbo del legionario che delle verifiche di sorveglianza effettuate dopo interventi di disinfezione degli impianti contaminati da Legionella. Nel 2015 sono stati effettuati in totale n. 119 sopralluoghi ed analizzati  n. 1175 campioni di varia matrice, dei quali 165, pari al 14%, sono risultati positivi per Legionella. Nel 2016 sono stati effettuati in totale 105 sopralluoghi ed analizzati 954 campioni di cui 111, pari all'11%, con presenza di Legionella. Se confrontiamo tali dati con quelli del 2005 si comprende il grande impulso che la sorveglianza ambientale della Legionella ha avuto in questi anni grazie ad un'azione sinergica Sanità/Ambiente con l'adozione di idonei piani di azione per la lotta alla Legionella. Infatti, nel 2005 il Laboratorio effettuò 44 interventi istituzionali ed analizzò 421 campioni dei quali 108, pari al 26%, positivi per Legionella.

Considerando i dati epidemiologici relativi al numero di casi notificati dalle diverse Regioni italiane (cfr. tabella 3 allegata) riportati dall'ISS, si evidenzia chiaramente una palese sottonotifica nelle Regioni del Sud rispetto a quelle del Nord. 

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In Regione Campania, dal 2005, si è registrato un aumento sensibile della diagnosi dei casi di legionellosi grazie all'adozione da parte dei nosocomi campani del test rapido sulle urine. Ciò nonostante, il confronto con Regioni quali la Lombardia e l'Emilia Romagna pone in risalto il cammino che la Regione Campania deve ancora percorrere nella lotta alla malattia attraverso una più diffusa diagnosi clinica ed una più ampia sorveglianza ambientale preventiva.

La Regione Campania, quale attrattore turistico per le riconosciute e apprezzate risorse naturali e culturali, deve adeguarsi a quegli standard qualitativi di sicurezza, esistenti nei più avanzati Paesi Europei, che portano al raggiungimento della condizione di "Legionella free" negli impianti delle  strutture recettive e comunitarie della Regione. Tale obiettivo potrà essere raggiunto attraverso la collaborazione di professionalità multidisciplinari (sanitari, ingegneri, tecnici impiantisti, rappresentanti di categoria, ecc.) per la definizione di piani di sorveglianza ad hoc in base alla peculiarità degli impianti termo-idraulici delle specifiche strutture da monitorare.

 

L'allegato 8 delle Linee Guida Nazionali 2015 riporta l'elenco dei Laboratori Regionali di Riferimento per la diagnosi ambientale della legionellosi comprensivo di info per un pronto intervento.

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Fig. 1: la distribuzione provinciale dei casi di malattia notificati in Campania – anno 2015

Fig. 2: la distribuzione provinciale dei casi di malattia notificati in Campania – anno 2016

Tab 6 prima verifica

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Tab 8: distribuzione dei controlli effettuati dal Laboratorio di Riferimento Regionale Legionellosi