ATTIVITÀ DELL'AGENZIA 
 
In applicazione dell'art. 1 della L. n. 6 del 06.02.2014, di conversione del D.L. 136/2013 e della connessa Direttiva Interministeriale del 23.12.2013, l'ARPAC collabora, nell'ambito di uno specifico Gruppo di Lavoro (GdL), con altre importanti istituzioni quali CRA, ISPRA, ISS, Regione Campania, IZS e IZSM, UniNA, AGEA, CFS, "per la mappatura terreni agricoli della Regione Campania eventualmente interessati da effetti contaminanti a causa di sversamenti e smaltimenti abusivi di rifiuti anche mediante combustione". 
Tale mappatura ha interessato finora il territorio di 88 comuni campani ed ha portato all'individuazione di quasi 1900 siti agricoli, ovvero di quasi 20.000 particelle catastali per un totale di circa 2.000 ettari. Per i primi 57 comuni sono stati individuati 1.562 siti agricoli da indagare ulteriormente, per un totale di 1.146 ettari. Per i successivi 31 comuni, invece, sono stati individuati 288 siti agricoli, per un totale di circa 972 ettari. Tuttavia, i siti agricoli "da attenzionare" sono ben più numerosi dei circa 1900 sopra citati, atteso che esistono 2 categorie di terreni, citati nelle Sintesi delle Relazioni recepite con i D.I. 11.03.14 e con il Decreto firmato il 12.02.15 rientranti nelle classi di rischio presunto 2c e 2d, il cui numero esatto verrà determinato a seguito di approfondimenti e di costruzione di indici di rischio. 
I terreni agricoli da sottoporre ad analisi sono stati individuati dal GdL mettendo a sistema le informazioni ambientali già disponibili. In particolare, si è tenuto conto sia dei dati analitici già esistenti di contaminazione dei suoli agricoli, nella disponibilità di ARPAC e dell'Università di Napoli Federico II, sia delle segnalazioni ottenute dalla foto interpretazione multi-temporale di immagini a partire da una serie storica messa a disposizione da AGEA e relativa al periodo 1997-2011, con alcune aree del 2012. Dalla sovrapposizione dei diversi layer cartografici ottenuti si è giunti alla suddivisione dei siti agricoli in 5 diversi livelli di rischio presunto, così come indicato nella  tabella di pagina 25 della relazione recepita dal D.I. 11.03.14 e nella relazione recepita con il Decreto firmato il 12.02.15. Sui siti agricoli aventi un livello di rischio presunto 4 e 5, con tempistiche e modalità diverse, sono state effettuate ulteriori indagini analitiche, riassunte nella sottostante tabella A , che sono state finalizzate ad acquisire ulteriori informazioni, necessarie per l'applicazione di un modello scientifico appositamente elaborato. L'obiettivo è stato quello di giungere alla classificazione dei terreni agricoli in funzione della idoneità o meno alla coltivazione per la produzione di beni agroalimentari.
Negli anni dal 2014 al 2017 sono state eseguite, in campo, le attività di cui alle successive tabelle A e B.
 
 
 
 
Nello specifico, ogni ente nell'ambito del GdL, per quanto di propria competenza e con le risorse disponibili ha proceduto ad effettuare  una serie di attività tecnico-analitiche che hanno riguardato: 
Le analisi di diverse centinaia di campioni di suolo, acque e prodotti vegetali;  
Le indagini radiometriche di superficie, volte a garantire la sicurezza dell'accesso ai siti agli operatori;
Le indagini geomagnetometriche finalizzate alla ricerca di rifiuti metallici interrati; 
Il completamento del lavoro di individuazione delle particelle catastali delle aree vaste e delle aree circostanti le possibili fonti di inquinamento; 
L'avvio della ricognizione sulle ulteriori aree del territorio che dovranno essere studiate. 
Per le attività sopra riportate, ARPAC è protagonista assoluta avendo creato una task force di oltre 50 dipendenti impegnati in un complesso lavoro di organizzazione delle attività, effettuazione di indagini preliminari, campionamento ed analisi delle matrici ambientali interessate ed elaborazione dei dati ottenuti. 
 
(aggioramento 3 luglio 2017)