Sistema Nazionale a rete per la Protezione dell'Ambiente

La Legge n. 833 nel 1978 ha affidato al Servizio Sanitario Nazionale le competenze in materia di protezione ambientale. In virtù di tale normativa spettava alle Unità Sanitarie Locali la gestione delle attività tecnico-scientifiche di controllo sull'inquinamento. Il referendum abrogativo proposto nell'aprile del 1993 ha sottratto tali competenze al Servizio Sanitario Nazionale.

Il vuoto di competenze, determinatosi in seguito all'esito del referendum, viene colmato dal legislatore con il decreto legge 496/1993, convertito nella Legge 61/1994istitutiva dell'ANPA-Agenzia Nazionale per la Protezione dell'Ambiente (poi APAT-Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici e, in ultimo, ISPRA-Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), alla quale sono affidate, tra l'altro, le attività di indirizzo e di coordinamento delle Agenzie Regionali e delle Province autonome per la Protezione dell'Ambiente (ARPA/APPA).

L'ISPRA, persona giuridica di diritto pubblico dotata di autonomia tecnico-scientifica, di ricerca, organizzativa, finanziaria, gestionale, patrimoniale e contabile, sottoposta alla vigilanza del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, istituita con la Legge 133/2008 di conversione, con modificazioni, del Decreto Legge 25 giugno 2008, n. 112, svolge le proprie funzioni utilizzando le risorse finanziarie, strumentali ed umane dell'APAT (art. 38 del Decreto Legislativo n. 300 del 30 luglio 1999 e successive modificazioni), dell' INFS-Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica (Legge 11 febbraio 1992, n. 157 e successive modificazioni) e dell'ICRAM-Istituto Centrale per la Ricerca scientifica e tecnologica Applicata al Mare (art. 1-bis del decreto-legge 4 dicembre 1993, n. 496, convertito in legge, con modificazioni, dall'articolo 1, comma 1, della legge 21 gennaio 1994, n. 61).

A conferma di quanto previsto dall'art.38 del D. Lgs. 300/1999, con il D.M. 21 maggio 2010, n. 123 (recante le norme concernenti la fusione dell'APAT, dell'INFS e dell'ICRAM nell'ISPRA), si è disposto, tra l'altro, che all'interno dell'ISPRA operasse il Consiglio Federale (C.F.), organo presieduto dal Presidente dell'ISPRA e composto dal Direttore Generale dell'ISPRA e dai Direttori Generali delle ARPA/APPA, deputato a promuovere lo sviluppo coordinato del sistema nazionale delle Agenzie e dei controlli in materia ambientale attraverso la formulazione ed attuazione di programmi pluriennali di attività, articolati in piani annuali; l'adozione di atti d'indirizzo e raccomandazioni; la sollecitazione e proposizione di soluzioni alle comuni criticità emerse.

Nel gennaio del 2010 il C.F. ha approvato il primo Programma triennale 2010-2012 (le attività proseguirono anche nel 2013) del Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente, finalizzato ad una crescita organica e armonizzata del Sistema stesso, seguito dal secondo Programma triennale 2014-2016.

Al fine di assicurare omogeneità ed efficacia all'esercizio dell'azione conoscitiva e di controllo pubblico della qualità dell'ambiente a supporto delle politiche di sostenibilità ambientale e di prevenzione sanitaria a tutela della salute pubblica con la Legge 28 giugno 2016, n.132, entrata in vigore nel gennaio 2017, viene, poi, istituito il Sistema Nazionale a rete per la Protezione dell'Ambiente (SNPA), del quale fanno parte l'Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) e le agenzie regionali e delle province autonome di Trento e di Bolzano per la protezione dell'ambiente (ARPA/APPA).

Il Sistema nazionale concorre al perseguimento degli obiettivi dello sviluppo sostenibile, della riduzione del consumo di suolo, della salvaguardia e della promozione della qualità dell'ambiente e della tutela delle risorse naturali e della piena realizzazione del principio «chi inquina paga», anche in relazione agli obiettivi nazionali e regionali di promozione della salute umana, mediante lo svolgimento delle attività tecnico-scientifiche di cui alla presente legge.

Esso svolge le proprie attività con il contributo e la partecipazione di tutte le componenti del Sistema medesimo.

È istituito (art. 13 della Legge 132/2016) il Consiglio del Sistema nazionale (Consiglio SNPA), che sostituisce il Consiglio Federale, presieduto dal presidente dell'ISPRA e composto dai legali rappresentanti delle agenzie (i quali eleggono fra loro un vice presidente) e dal direttore generale dell'ISPRA, promuove e indirizza lo sviluppo coordinato delle attività del Sistema nazionale, anche in una logica di sinergica collaborazione tra le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.

All'ISPRA è rimesso il compito di garantire la coesione della "rete", favorendo uno sviluppo omogeneo e coordinato, sotto il profilo tecnico, delle ARPA/APPA, pur nel rispetto delle proprie "individualità" e realtà territoriali, attraverso la promozione di spazi di confronto, discussione e condivisione; esigenza emersa fin dall'istituzione delle prime Agenzie regionali.

A tal fine all'ISPRA sono riconosciute funzioni di indirizzo e di coordinamento tecnico, fatte salve le competenze delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano.

La rete ISPRA-ARPA/APPA costituisce un esempio di Sistema federativo che coniuga conoscenza diretta del territorio e dei problemi ambientali locali con le politiche nazionali di prevenzione e protezione dell'ambiente.

In ossequio alla Legge 28 giugno 2016, n.132, il Consiglio SNPA, nella riunione del 31 maggio 2017 si è dotato di un Regolamento che ne disciplina il funzionamento, elaborato a seguito di una analisi dei punti di forza e di debolezza del Regolamento del Consiglio Federale.

Al fine di migliorare la governance del SNPA per una maggiore efficacia, efficienza e tempestività delle sue decisioni, attività, risultati e prodotti, con delibera del Consiglio SNPA n.75/2020 del 30 aprile 2020 è stato adottato il nuovo Regolamento di funzionamento del Consiglio SNPA.

 

Programma Triennale SNPA 2018-2020 (Delibera Consiglio SNPA n.33/2018)