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DA COPENHAGEN IL "SETTIMO MESSAGGIO SULLA BIODIVERSITÀ"
 
Continua la pubblicazione dei «Dieci messaggi per il 2010», da parte dell’Agenzia europea per l’ambiente, nell’ambito dell’Anno internazionale della biodiversità indetto dalle Nazioni Unite. Ciascun messaggio si concentra su uno specifico ecosistema o una specifica questione legata alla biodiversità nel contesto europeo. Il settimo messaggio è indirizzato agli ecosistemi agricoli in pericolo.

Il settore agricolo gestisce quasi la metà della superficie dell'Unione europea, candidandosi così come una delle principali fonti di pressione sull'ambiente nel continente. Negli ultimi 50 anni, le istituzioni europee, attraverso la Politica agricola comune (PAC), che ha assorbito una parte consistente del bilancio comunitario, hanno incoraggiato il settore a intensificare la produzione come risposta alla crescente domanda di globalizzazione.

«L'aspetto negativo», scrive l'Aea, «è stata la perdita delle pratiche rurali tradizionali, sostituite dall'agricoltura intensiva su tutto il continente, il che ha portato all'erosione dei suoli, all'inquinamento delle acque, all'eccessivo sfruttamento delle risorse idriche, alla perdita di biodiversità (habitat seminaturali, specie selvatiche), nonché a danni causati dai pesticidi e a rischi per la salute umana». «Le riforme della PAC – sottolinea l'agenzia comunitaria – hanno introdotto più misure per incoraggiare una corretta gestione dell'ambiente e uno sviluppo rurale sostenibile, ma occorrono ulteriori sforzi per capovolgere gli impatti ambientali negativi».

L'agricoltura europea sta cambiando, cercando di fornire i molti servizi che la società richiede, tuttavia genera ancora importanti impatti sull'ambiente: ad esempio, l'erosione del suolo da parte dell'acqua e del vento colpisce quasi il 15 per cento del terreno compreso nell'Unione europea, con problemi specifici concentrati nel Mediterraneo ed nella regione orientale dell'Unione. Dal canto loro, le emissioni di gas a effetto serra provenienti dall'agricoltura sono diminuite in tutta Europa dal 1990, in particolare nei nuovi Stati membri dell'Unione. Tuttavia, ancora contribuiscono per circa il 9 per cento delle emissioni totali di gas a effetto serra nell'Unione europea. «Occorre effettuare ulteriori sforzi», scrive l'Aea, «per ridurre tali emissioni e accrescere il ruolo positivo dei terreni agricoli come sink di carbonio».

La superficie irrigabile nei paesi membri del Mediterraneo è aumentata di circa il 20 per cento tra il 1990 e il 2005, mentre è calata nel Nord e nei Paesi dell'Europa orientale. Nel Sud e nell'Est Europa, l'irrigazione è un fattore chiave per la produttività agricola, ma provoca una significativa pressione ambientale sugli ecosistemi acquatici e sulle risorse sotterranee. L'inquinamento dovuto all'agricoltura, d'altra parte, costituisce una rilevante pressione sulla qualità del suolo e delle acque superficiali nell'Unione europea, in particolare nelle nazioni nord-occidentali. Secondo i dati diffusi dall'Aea, l'inquinamento dovuto all'agricoltura fornisce circa il 40 per cento del carico di azoto nel fiume Danubio e il 50 per cento nel Mar Baltico. Questo influisce sulla qualità delle acque e minaccia le specie e gli ecosistemi nei mari europei.

La variazione della produzione agricola è un fattore chiave per il declino della biodiversità, soprattutto a causa dell'intensificazione delle pratiche agricole o all'abbandono delle terre e delle pratiche agricole tradizionali. «Le attuali tendenze del settore», scrive l'agenzia con sede a Copenhagen, «non favoriscono il mantenimento di terreni agricoli di alto valore naturale o habitat agricoli nelle zone Natura 2000, e d'altronde una preoccupazione particolare è costituita dalla mancanza di gestione del pascolo in tutta l'Unione europea».

Il settimo messaggio AEA sulla biodiversità

Link:
AEA Agenzia Europea dell’Ambiente (sezione dedicata all’agricoltura)
COPA (Comitato delle organizzazioni professionali agricole dell’Unione europea)
COGECA (Confederazione generale delle cooperative agricole dell’Unione europea)
United Nations Environment Programme (UNEP) (sezione dedicata alla biodiversità)
World Trade Organization (WTO) (sezione dedicate alla tematica del lavoro in agricoltura)

Ulteriori approfondimenti sul sito dell'Aea:
Il contesto politico della politica agricola europea
Bioenergia e biocarburanti: il quadro di sviluppo nella comunità Europea

(pubblicato il 2 luglio - a cura del Servizio Comunicazione Arpac)

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