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Da quest’anno cambiano i criteri per valutare se un tratto di costa è idoneo alla balneazione. Lo stabilisce il nuovo decreto approvato pochi giorni fa dal ministro della Salute, Ferruccio Fazio, e dal ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo. Si tratta di una serie di norme attuative del decreto legislativo 116 del 30 maggio 2008, che a sua volta fa riferimento alla direttiva europea 2006/7/CE.
È sui parametri batteriologici che si focalizza, ancora più che in passato, l’abituale monitoraggio delle acque costiere, svolto a tutela della salute dei bagnanti. Con le nuove regole, i campionamenti dell’acqua marina serviranno soprattutto a misurare la concentrazione di quei batteri che sono considerati indicatori di contaminazione fecale. Per la comunità scientifica, infatti, questo è l’aspetto più rischioso per la salute di chi si bagna in mare.
Oltre al monitoraggio svolto per tutelare i bagnanti, le nuove regole prevedono programmi di sorveglianza per la proliferazione delle microalghe tossiche. Anche per questo tipo di attività, c’è un risvolto sanitario: come è noto, infatti, le tossine di specie come ostreopsis ovata possono contaminare i frutti di mare o essere inalate dai bagnanti. Da tre anni, prima ancora che entrassero in vigore le nuove norme, Arpac è operativa in questo ambito, con un programma di sorveglianza specifico per le microalghe tossiche.
L’agenzia regionale per la protezione ambientale è il soggetto che in Campania effettua il monitoraggio delle acque destinate alla balneazione: per effettuare i prelievi, Arpac dispone di una flotta di sette imbarcazioni, tra cui il battello oceanografico Helios (nella foto). I campioni prelevati vengono poi analizzati nei laboratori dei dipartimenti provinciali dell’agenzia. L’anno scorso Arpac ha lavorato su 360 punti di campionamento dispiegati lungo quasi 500 chilometri di costa, effettuando più di 4mila campionamenti durante la stagione balneare, per un totale di oltre 30mila determinazioni analitiche.
Come ogni anno, prima dell’inizio della stagione balneare, la Giunta regionale ha adottato, in base ai dati Arpac, il provvedimento che individua le aree non idonee alla balneazione (si veda notizia collegata). Con l’entrata in vigore del nuovo decreto, l’idoneità dei tratti di costa campana dovrà essere rivalutata alla luce dei nuovi criteri. Nei prossimi giorni, riprenderà il monitoraggio Arpac delle acque di balneazione, per chiudersi, come ogni anno, alla fine di settembre.
Quest’anno, il servizio di monitoraggio marino-costiero dell’agenzia parteciperà inoltre al programma JellyWatch della Commissione internazionale per l’esplorazione scientifica del Mediterraneo. Dal 2008, infatti, segnalazioni e osservazioni di specie di meduse, nel bacino del Mediterraneo, confluiscono in un database curato appunto dal Ciesm. La proliferazione di queste specie, infatti, è probabilmente collegata ai cambiamenti climatici, e d’altra parte causa danni alle attività di pesca e in alcuni casi alla salute dei bagnanti: ecco perché lo studio di questo fenomeno è guardato con crescente interesse dalle scienze che si occupano di mare.
Testo del decreto attuativo del d.lgs. 116/2008
Testo del decreto legislativo 116/2008
(a cura del Servizio Comunicazione Arpac)
Questa sezione del sito istituzionale Arpac contiene articoli di divulgazione e sensibilizzazione. Per i documenti ufficiali di Arpac, si rimanda alle apposite sezioni del sito.
(pubblicato il 2 aprile 2010)
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