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La Giunta regionale della Campania, su proposta dell'assessore all'Ambiente, ha approvato il Programma regionale per la gestione integrata dei rifiuti speciali, un documento elaborato con il contributo di Arpac. A darne notizia è una nota diffusa da Palazzo Santa Lucia: «in questo modo», ha dichiarato l’assessore Walter Ganapini (foto), «si completa un altro tassello della strategia per riportare la Campania in Europa. È stato difficile porre anzitutto rimedio alla decennale carenza di informazione e controllo circa questo flusso di rifiuti, soprattutto della sua componente più dannosa ad ambiente e salute, i rifiuti pericolosi».
Ammonta a circa 4 milioni di tonnellate, di cui almeno 200mila tonnellate di rifiuti pericolosi, la mole di rifiuti speciali prodotti ogni anno in Campania. Si tratta di rifiuti originati da attività produttive e di servizio, i cui dati sono stati elaborati con il concorso di Arpac e Amra, e con la collaborazione delle categorie produttive e delle Camere di commercio. Allo scopo di raccogliere questo tipo di statistiche, Arpac gestisce la sezione regionale del Catasto rifiuti, che comprende la serie storica dei dati Mud disponibili. I dati sui flussi di rifiuti speciali, infatti, provengono dalla documentazione che annualmente devono, per legge, compilare tutti i produttori e i gestori di questa categoria di rifiuti, cioè il Modello unico di dichiarazione ambientale. Questi dati saranno aggiornati nel tempo, con l’elaborazione della documentazione Mud 2009-2010, e successivamente con l’entrata a regime del Sistri, il nuovo sistema telematico di tracciabilità introdotto dal governo.
«Non è ancora possibile calcolare quanti rifiuti pericolosi arrivino attraverso il circuito delle ecomafie», ha sottolineato tuttavia Ganapini, «lo sapremo a bonifiche effettuate». A fronte del volume di rifiuti speciali prodotti ogni anno nella regione, il programma regionale “rifiuti speciali” prevede «politiche di riduzione all'origine di questi flussi», come spiega la nota diffusa dall’esecutivo regionale, «con la diffusione di tecnologie più pulite e una nuova infrastrutturazione del territorio, con la realizzazione di almeno una piattaforma polifunzionale, di almeno un impianto dedicato alla termodistruzione dei pericolosi, di un impianto per i rifiuti ospedalieri e di un volume a discarica di rifiuti inertizzati per circa 2 milioni di metri cubi».
«Molta attenzione», ha concluso l’assessore, «andrà posta alla valorizzazione di impianti di trattamento presenti nelle Asi, spesso mai entrati in funzione, a partire da quelli per il percolato». L'elaborato comprende un capitolo intero dedicato all'impegno di localizzazione dei nuovi impianti necessari, sulla base di un articolato e restrittivo elenco di requisiti e parametri. «Nei prossimi giorni», recita la nota diffusa dalla Giunta regionale, «il Programma sarà discusso dall'assessore con le rappresentanze del mondo economico».
Il sito ministeriale del Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (Sistri)
foto www.regione.campania.it
(a cura del Servizio Comunicazione Arpac)
Questa sezione del sito istituzionale Arpac contiene articoli di divulgazione e sensibilizzazione. Per i documenti ufficiali di Arpac, si rimanda alle apposite sezioni del sito.
(pubblicato il 24 marzo 2010)
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